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SANITA': IL 40% DEI MEDICI SPECIALISTI NON FA LE RICEVUTE
In nero 2,6 miliardi di compensi. Sondaggio di Ageing society

(ASCA) - Roma, 13 giu - Il 40 per cento dei medici specialisti non emette le ricevute fiscali o indica un importo inferiore a quello effettivamente pagato dal paziente. Il rapporto ''conflittuale'' tra i professionisti e le tasse, e' emerso in un sondaggio condotto di gf Studio, per conto dell'Osservatorio della terza eta', Ageing society. Le risultanti sono scaturite dal campione rappresentativo di 1500 famiglie nelle quali almeno una persona sopra i 30 anni ha effettuato una visita specialistica negli ultimi 12 mesi, che ha evidenziato, innanzitutto, come la propensione a scegliere tra lo specialista pubblico (preferito dal 59,8% degli intervistati) e quello privato (40,2% dei casi) varia in rapporto al reddito, al grado di istruzione e alla regione di residenza. Tendenzialmente agli studi privati si rivolge chi abita nel Centro-Nord (65%) e quanti vogliono tempi di attesa ridotti (53%).
Ma al di la' dei dati generali la sorpresa, o conferma, arriva dalle risposte degli intervistati sul rilascio delle ricevute da parte dei medici. Sempre con riferimento alle strutture private, il 40% di chi si rivolge a questi ambulatori confessa di non aver ottenuto la ricevuta fiscale dopo la visita. Cioe' ogni tre prestazioni erogate di identico ammontare, una viene fatturata per l'intero importo, un'altra riporta una cifra inferiore al pagato, di solito l'80%, mentre in oltre un terzo dei casi non viene emessa alcuna ricevuta. L'impatto di tale comportamento sulle entrate dello Stato si puo' valutare tenendo presente gli studi Istat che valutano in 83 milioni le visite specialistiche effettuate dai medici liberi professionisti. Se si considera che il costo medio di ogni prestazione e' di 81 euro (importo ottenuto rivalutando del 5% la media ponderata delle visite a pagamento pieno, cioe' 80 euro, e di quelle presso le strutture accreditate, pari a 60 euro), si puo' facilmente calcolare il valore complessivo delle prestazioni private: qualcosa come 6,5 miliardi di euro. In base al sondaggio proposto da Ageing Society il reddito sommerso ammonterebbe, quindi, a 2,6 miliardi di euro, di cui almeno un miliardo sottratto come imposte alle casse del fisco, a cui va aggiunto un altro mezzo miliardo di euro di contributi vari (previdenziali, assistenziali, ecc) non versati ai vari istituti. Sul fenomeno, il cui valore e' certamente sottostimato, si puo' e si deve intervenire utilizzando sistemi non necessariamente repressivi, che per lo Stato hanno comunque un costo. Non a caso Ageing Society propone di ''tracciare'' le ricette ''bianche'' degli specialisti attraverso il codice personale, che dovrebbe poi essere riportato obbligatoriamente dai medici di base sui loro moduli ''rosa'' per la prescrizione dei farmaci. Oltre a rappresentare una misura antievasione, perche' permette di confrontare in qualsiasi momento la quantita' delle prescrizioni bianche con le ricevute fiscali emesse dai medici specialisti, la tracciabilita' delle ricette rappresenta un efficace deterrente alla diffusione del comparaggio.
''La tracciabilita' - osserva il Segretario generale di Ageing society, Roberto Messina - non costa niente, ma ha una grande valenza dissuasiva e di controllo preventivo. Bastera' solo imporre agli specialisti di scrivere il codice personale sulle ricette ''bianche'' e ai medici di famiglia di riportarlo sulle prescrizioni che vanno in farmacia, in maniera da accertarne l'origine''. Un primo si' alla proposta e' arrivato dal Sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi, che ha anche chiesto la collaborazione dei pazienti a far rispettare gli obblighi di legge. ''I risultati del sondaggio - ha affermato Cursi - sono molto interessanti. Lo e' anche di piu' la proposta di Ageing society che deve essere approfondita. Dovremo valutare la possibilita' di poter monitorare meglio la spesa per la medicina specialistica, il che significa anche far rientrare questa nel novero dei piani sanitari regionali e quindi anche nel novero delle spese che sono a carico del servizio sanitario nazionale almeno per alcune categorie. Il secondo dato importante e' che se questo e' vero c'e' la possibilita' di spiegare ai cittadini l'uso e l'utilita' dei farmaci generici, che a fronte di un costo inferiore del 20-30% hanno gli stessi principi ed effetti terapeutici degli altri''.
res-rus/cdc/lv
131200 GIU 03
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