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PAPA: PENSARE ALLA MORTE FA BENE ALLA VITA: INOPPORTUNO TENTATIVO UMANO DI TENER LONTANO QUESTO PENSIERO

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT - Pensare alla morte fa bene, e stolto e ''inopportuno'' e' il tentativo umano di allontanare questo pensiero. Ne e' convinto il Papa, che spiega che ''la riflessione sulla morte si rivela benefica perche' relativizza tante realta' secondarie che abbiamo purtroppo assolutizzato, come la ricchezza, il successo, il potere''. Sia per l'approssimarsi delle celebrazioni dei defunti che grazie alla meditazione su alcuni salmi, Giovanni Paolo II negli ultimi tempi ha ripreso a meditare sulla morte. Nell'udienza generale di mercoledi' scorso aveva riflettuto sulla presunzione del ricco di poter allontanare da se' la morte, e oggi ha ulteriormente approfondito l'argomento. ''Aggrappandosi al denaro, considerato come dotato di una forza invincibile - ha detto davanti alle circa 20mila persone presenti in piazza san Pietro nonostante la pioggia battente - ci si illude di poter comperare anche la morte, allontanandola da se'''. Invece la morte e' ''traguardo ineludibile e fondamentale dell'esistenza umana''. ''Spesso - ha proseguito il Papa, oggi in forma discreta ma con l'ormai consueta difficolta' a parlare - noi cerchiamo in tutti i modi di ignorare questa realta', allontanandone il pensiero dal nostro orizzonte, ma questa fatica, oltre che inutile, e' anche inopportuna. La riflessione sulla morte, infatti, si rivela benefica perche' relativizza tante realta' secondarie che abbiamo purtroppo assolutizzato, come appunto la ricchezza, il successo, il potere''.
La morte invece non deve spaventare il giusto perche' ''non sara' mai abbandonato dal Signore, che gli indichera' il sentiero della vita, gioia piena della sua presenza, dolcezza senza fine alla sua destra''. La meditazione sulla morte e sul suo senso cristiano e' spesso presente negli interventi papali, e anche recentemente, lo scorso agosto durante il viaggio a Lourdes, ha ricordato che ''il male e la morte non avranno l'ultima parola''. Karol Wojtyla ha anche meditato sulla propria morte, tra l'altro in ''Trittico romano'', l'opera poetica pubblicata a marzo del 2003 in cui c'e' una stanza dedicata al momento in cui i cardinali entreranno nella Sistina per scegliere il suo successore. Della morte il Papa anziano e malato ha parlato anche nella lettera che nel '99 ha indirizzato agli anziani. ''Conservo il gusto per la vita'', ha scritto nella lettera, e ''al tempo stesso trovo una grande pace nel pensare al momento in cui il Signore mi chiamera': di vita in vita. Per questo mi sale spesso alle labbra, senza alcuna vena di tristezza, una preghiera che il sacerdote recita dopo la celebrazione eucaristica: nell'ora della morte chiamami, e comanda che io venga a te''.
''Gli anni passano in fretta'', scrive ancora il Papa, ma ''il dono della vita , nonostante la fatica e il dolore che la segnano, e' troppo bello e prezioso perche' ce ne possiamo stancare''. E mentre ''la morte si avvicina a ciascuno di noi inesorabilmente'', ''anche noi anziani - ammette - facciamo fatica a rassegnarci alla prospettiva di questo passaggio'' che puo' essere accettato pienamente solo in una dimensione di fede.
Per una casualita' erano presenti oggi in piazza oltre 4.000 anziani dell'Osservatorio della terza eta', che al termine dell'udienza hanno offerto in dono a Giovanni Paolo II la ''cornucopia della vita'', scultura dedicata dai piu' deboli e fragili della societa' e simbolo della associazione. La cornucopia era accompagnata da una lettera in cui gli anziani spiegano che il dono vuole ricordare che ''l'esistenza terrena, a tutte le eta', e' in grado di offrirci doni d'amore e di cristiana partecipazione''.(ANSA).
CHR 27-OTT-04 12:50 NNNN

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