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Sanita': possibili risparmi per 4 miliardi di euro
Coop.it - 22 Agosto 2002
Circa 4 miliardi di euro di risparmi per la spesa sanitaria italiana con gli esami diagnostici anche durante il week end e la riscossione dei rimborsi assicurativi dei pazienti con polizze private. Una proposta innovativa che evita tagli impopolari a prestazioni e farmaci, e che, invece, punta a razionalizzare e ottimizzare il comparto. A formularla e' il Comitato tecnico/scientifico economico dell'Osservatorio sulla terza eta' Ageing Society presieduto dall'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio. "Se e' vero che l'approccio sistemico al comparto deve tendere alla gestione di tipo aziendale - afferma Monorchio - queste proposte hanno il pregio di incidere solo sulla riorganizzazione della struttura, senza chiedere nuovi sacrifici al cittadino-utente. Il primo aspetto riguarda il sottoutilizzo delle attrezzature e delle strutture. Il concetto e' quello di farle funzionare sempre, o quasi, cosi' come avviene in Europa, in maniera da abbassare i costi. In secondo luogo - aggiunge l'ex Ragioniere generale dello Stato - si puo' pensare di creare un consistente flusso di cassa riscuotendo dalle compagnie di assicurazione le spese sanitarie riconosciute a quanti hanno sottoscritto le polizze private. Il tutto per un beneficio, tra minori spese e nuove entrate, di almeno 4 miliardi di euro".
L'organismo di studio di Ageing Society propone, in sintesi, un miglioramento dell'efficienza degli ospedali che, invece, oggi, durante i fine settimana sono sottoutilizzati. Dei 67 miliardi di euro che l'Italia ha speso, nel 2001, per curare i suoi cittadini il 55% ha riguardato l'assistenza ospedaliera, il 28% prestazioni come la profilassi, la prevenzione, le visite mediche, ecc., mentre il 17% ?tato assorbito dall'assistenza farmaceutica. Tenendo presente che ogni anno nel nostro Paese vi sono circa poco meno di 65 milioni di giornate di degenza negli istituti pubblici di cura, al costo di 500 euro cadauna, e' facile intuire che la limitazione alle emergenze delle prestazioni diagnostiche e di laboratorio il sabato e la domenica riduce le prestazioni in generale, facendo occupare gli ospedali da malati che saranno, poi, dimessi all'inizio della settimana. Un adeguato turn over degli specialisti e tecnici, potrebbe portare a una possibile riduzione del 15% dei tempi di degenza medi: passando dai 7,4 ai 6,3 giorni medi, procurando allo Stato risparmi stimabili prudentemente in 3 miliardi di euro. Da non trascurare, poi, che questo produrrebbe enormi riduzioni delle liste d'attesa, visto che per avere un'ecografia o una tac in tempi accettabili si e' costretti a ricoverarsi, con i noti effetti sulla spesa, o a rivolgersi ai centri privati.
L'altro recupero di efficienza della macchina sanitaria pubblica e' nella direzione delle assicurazioni private. Le polizze sanitarie individuali o familiari che in cambio di un premio si impegnano e rimborsare tutti i costi sostenuti in caso di ricovero, o secondo la polizza sottoscritta, stanno prendendo sempre piu' piede, e non solo tra i lavoratori autonomi, professionisti o dirigenti. E' stato accertato che questo genere di assicurati assume spesso un comportamento asimmetrico: si rivolgono alle strutture private per le piccole patologie, mentre per quelle piu' serie e per gli interventi chirurgici si orientano verso gli istituti di cura dello Stato. Tenuto conto che degli 8,5 milioni di pazienti delle strutture pubbliche e' verosimile ritenere che almeno 200mila (poco piu' del 2%) hanno stipulato una polizza assicurativa, le prosciugate casse del fondo sanitario potrebbero beneficiare da 600 milioni a 1 miliardo di euro, organizzando la richiesta dei rimborsi alle compagnie assicuratrici.
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