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La fattura? Due specialisti su cinque non la fanno
comunicati.net - 27 Giugno 2003
Il dato proviene da un sondaggio su 1.500 famiglie realizzato da Ageing Society, che propone la "tracciabilitÓ" delle ricette bianche Circa il 40 per cento dei medici specialisti non fa le ricevute, sottraendo a fisco e mutue oltre 1,5 miliardi di euro in mancati introiti: il dato proviene da un sondaggio condotto per conto dell'Osservatorio della terza etÓ Ageing Society su un campione rappresentativo di 1.500 famiglie nelle quali almeno una persona sopra i 30 anni ha effettuato una visita specialistica negli ultimi 12 mesi.
La propensione a scegliere tra lo specialista pubblico (preferito da quasi tre famiglie su cinque) e quello privato Ŕ associatoto al reddito, al grado di istruzione e alla regione di residenza. Tendenzialmente, agli studi privati si rivolge chi abita nel Centro-Nord (65%) e quanti vogliono tempi di attesa ridotti (53%). Ma al di lÓ dei dati generali la sorpresa, o conferma, arriva dalle risposte degli intervistati sul rilascio delle ricevute. Tra chi si Ŕ rivolto alle strutture private, il 40 per cento segnala di non aver ottenuto la ricevuta fiscale dopo la visita. CioÚ ogni tre prestazioni erogate di identico ammontare, una viene fatturata per l'intero importo, un'altra riporta una cifra inferiore al pagato, di solito il'80%, mentre in oltre un terzo dei casi non viene emessa alcuna ricevuta.
Ageing Society propone quindi di "tracciare" le ricette "bianche" degli specialisti attraverso il codice personale, che dovrebbe poi essere riportato obbligatoriamente dai medici di base sui loro moduli "rosa" per la prescrizione dei farmaci. "La tracciabilitÓ non costa niente" sottlinea il segretario generale di Ageing Society, Roberto Messina "ma ha una grande valenza dissuasiva e di controllo preventivo".
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