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Section Rassegna Stampa/Rassegna Web/Anno 2003/Il Resto del Carlino

EMERGENZE italiane si scaricano su 11
Ilrestodelcarlino.it - 31 Agosto 2003
EMERGENZE italiane si scaricano su 11 milioni di anziani: dopo il caldo, in autunno sarà l'inflazione a rendere più difficile la vita a coloro che hanno raggiunto la terza età e che dovranno sopportare un caro vita del 4,3%. Il grido d'allarme giunge da Ageing Society: l'Osservatorio della terza età denuncia come «i vecchi italiani non ce la fanno più ad essere il parafulmine dei problemi socio-economici del Paese». In particolare l'inflazione, secondo una ricerca del Dipartimento di Studi economici di Ageing Society, peserà sulla categoria quasi il doppio. Se l'aumento del costo della vita è oggi al 2,8 per cento, i rincari risultano particolarmente accresciuti per i nuclei familiari composti da soggetti della terza età. La spesa «tipo» — sostiene l'Osservatorio — ha subìto un aumento superiore al 4,3 per cento. La «penalizzazione» è dovuta al fatto che i consumi degli anziani sono assorbiti per il 30 per cento dagli alimentari e per il 22% dalla sanità e dai servizi vari.



Ravenna
Emergenza anziani? «L'unica soluzione è l'assistenza a casa»

Ilrestodelcarlino.it - 31 Agosto 2003
ROMA — Un bonus per le famiglie con anziani a carico. E un impulso forte all'assistenza domiciliare, con l'istituzione di un vero e proprio «pronto soccorso» specifico. Il tutto nella prospettiva di un fondo per la non autosufficienza. Dopo un'estate all'insegna dell'emergenza per gli anziani, tra caldo torrido, abbandoni e solitudine, a annunciare le prime novità in arrivo con la prossima finanziaria è Cesare Cursi sottosegretario di An al ministero della Salute. L'autunno, secondo l'ex ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, non sarà meno pesante per gli 11 milioni di anziani italiani tra assistenza carente e inflazione doppia... «Non è un caso che lo stesso vice-presidente del Consiglio, Fini, a nome di An, abbia posto i temi della sanità e dell'attenzione alle fasce deboli e, in particolare, agli anziani come argomenti centrali della verifica di governo». E il governo come tradurrà queste buone intenzioni in atti e fatti concreti? «Le soluzioni da adottare non potranno che essere diverse nelle grandi città e in provincia. Nel primo caso è necessario sviluppare un sistema di assistenza che passi attraverso forme di sussidiarietà tra servizi pubblici e famiglie. Alcuni esperimenti, a livello di circoscrizioni, a Roma, si sono realizzati già quest'anno e sono passati dall'offerta di assistenza sanitaria, cura alla persona, acquisto di medicinali e di altri beni di consumo». E per le realtà provinciali? «Qui bisogna partire dal fatto che le comunità locali, soprattutto nei piccoli centri, svolgono già un ruolo di sostegno forte per gli anziani. E allora si tratterà di integrare meglio i servizi che informalmente già offre il territorio con quelli pubblici, dei medici di base, degli enti locali, delle Asl». Scontiamo comunque un forte ritardo. «Non c'è dubbio. Da un'indagine europea recente si scopre che in Italia solo l'uno per cento degli ultrasessantacinquenni è seguito in assistenza domiciliare contro l'otto per cento della Francia, il 18 della Gran Bretagna e dell'Olanda, il 20 della Danimarca e della Norvegia. Il nodo, che vorremmo sciogliere, è innanzitutto quello di identificare, insieme con regioni e enti locali, una struttura — potrebbe essere una sorta di pronto soccorso per la non autosufficienza — capace di valutare i bisogni e organizzare la risposta». Un altro nodo è quello del fondo per i non autosufficienti: decollerà e in che termini? «La proposta è già in discussione alla Camera: è aperto il confronto su come alimentare questo fondo. Noi di An insisteremo perché in finanziaria ci sia un bonus per le famiglie con aziani a carico, come accade già in alcune regione (Lombardia, Veneto, Toscana e Emilia Romagna). Raffaele Marmo
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