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L'Osservatorio della terza etÓ contro i videogames
Playreview.it - 13 Ottobre 2003
"The Ageing Society", Osservatorio della terza etÓ, sta lanciando una denuncia contro la vendita indiscriminata di certi videogames, considerati poco adatti ad un pubblico di adolescenti, quale Ŕ prevalentemente quello dei videogiocatori.
L'Osservatorio ha inviato una lettera alla moglie del Presidente della Repubblica in cui si sottolinenano gli aspetti negativi di quelli che vengono definiti "videogiochi spazzatura" e considerati "una minaccia per i nostri figli e per la loro educazione". Nella lettera si chiede alla signora Franca Ciampi di intervenire sull'argomento. "Solo attraverso una grande mobilitazione delle coscienze e della societÓ civile - spiegano all'Osservatorio - si pu˛ contrastare la diffusione di modelli educativi da censurare e vietare senza esitazione". L'Osservatorio vorrebbe impedire la vendita ai minorenni di questi titoli ma "non esiste una normativa che lo imponga".
In realtÓ, si ammette che non vi sono studi sufficienti a stabilire una diretta connessione tra videogiochi violenti e problemi per i videogiocatori pi¨ piccoli. In questo senso viene citato uno studio condotto tra il 1999 e il 2000 dall'UniversitÓ di Trieste su un campione di bambini che, oltre a vari effetti positivi sull'apprendimento, producevano ansia e aggressivitÓ nello sforzo per vincere. Secondo lo studio, il 38 per cento dei piccoli giocatori avrebbe anche ammesso di "immedesimarsi nel gioco", una percentuale che sale al 50 per cento per i videogamer maschi. Gli esperti dell'Osservatorio sono anche preoccupati perchÚ, secondo lo studio dell'UniversitÓ, i minori utilizzano spesso quotidianamente i videogiochi (79 per cento). PoichÚ le conclusioni di quello studio affermavano la necessitÓ di una supervisione pi¨ forte da parte di genitori e tutori, l'Osservatorio della terza etÓ si chiede nella sua lettera "come mai prodotti simili a GTA possano essere venduti indistintamente a chiunque e soprattutto ai minori, e perchŔ la normativa italiana affidi la tutela dei pi¨ deboli psicologicamente ad un semplice bollino che dice tutto e niente, e non vieti espressamente la vendita a chi non Ŕ maggiorenne".
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