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SANITA': PER 2 SPECIALISTI SU 3 FATTURE DIMAGRITE, SONDAGGIO
sanihelp.it - 13 Giugno 2003
(ANSA) - ROMA, 13 GIU - Due medici specialisti su tre non emetterebbero ricevute fiscali dopo aver effettuato visite private oppure le emetterebbero per importi inferiori a quelli realmente percepiti. E' quanto emerge, tra l'altro, da un sondaggio dell'Osservatorio della terza eta'-Ageing society, realizzato da Gf Studio, su un campione rappresentativo di 1.500 famiglie italiane nelle quali almeno una persona sopra i 30 anni aveva effettuato una visita specialistica negli ultimi 12 mesi. Il sondaggio ha innanzitutto evidenziato come la propensione a scegliere tra lo specialista pubblico (preferito dal 59,8% degli intervistati) e quello privato (40,2%) sia in relazione al reddito, al grado di istruzione e alla regione di residenza; tendenzialmente agli studi privati si rivolge soprattutto chi vve al Centro-Nord (65%)e chi vuole ridurre i tempi di attesa (53%). Ma e' proprio dall'analisi delle risposte di chi si e' rivolto alle strutture private che emerge il dato sul rapporto ''conflittuale'' tra i camici bianchi e il fisco: ebbene, meno della meta' delle persone visitate privatamente (43%)conferma di aver ricevuto, dopo la visita, una regolare fattura per l'intero ammontare; ma ben il 27,4% dice di non aver avuto alcuna ricevuta fiscale e il 17,4% di averne avuta una per un importo parziale; il 12,3% non risponde o risponde di non ricordare. Si tratta di dati, sostiene Ageing society, che consentirebbero di affermare che ogni tre prestazioni di identico ammontare, una viene fatturata per l'intero importo, un'altra per un importo inferiore a quello reale (di solito l'80%) e che in oltre un terzo dei casi la fattura non viene affatto emessa. Il danno per il fisco sarebbe tutt'altro che irrilevante. Basandosi sui dati Istat che valutano in 83 milioni le visite effettuate dai medici liberi professionisti (nel 2000) e calcolando in 81 euro il costo medio di ogni prestazione (importo ottenuto rivalutando del 5% la media ponderata delle visite a pagamento pieno, cioe' 80 euro, e di quelle presso le strutture accreditate, pari a 60 euro) il valore complessivo delle prestazioni private ammonterebbe a circa 6,5 milioni di euro. Il reddito sommerso, secondo Ageing society, arriverebbe quindi a qualcosa come 2,6 miliardi di euro (piu' di 500 miliardi di vecchie lire) e oltre un miliardo di euro (quasi 20 miliardi di lire) di imposte sarebbe percio' sottratto al fisco; a questo, va poi aggiunto un altro mezzo miliardo di euro di contributi vari (previdenziali, assistenziali) che non vengono versati agli istituti. Ageing society non chiede pero' interventi repressivi, ma suggerisce una misura che il segretario dell'organizzazione, Roberto Messina, sottolinea essere, tra l'altro, a ''costo zero''. Si tratterebbe, spiega Messina, di ''tracciare'' le ricette ''bianche'' degli specialisti attraverso il codice personale che dovrebbe essere riportato sulla loro ricetta e poi,obbligatoriamente, dai medici di famiglia sulle ricette ''rosa'' per la prescrizione dei farmaci. Questa innovazione, secondo il segretario di Ageing society, consentirebbe alle amministrazioni pubbliche di verificare la congruenza tra le ricette emesse dallo specialista e le corrispondenti prestazioni fatturate; oltre a essere un intervento antievasione, questa misura potrebbe rappresentare anche un efficace deterrente contro il ''comparaggio'' e farebbe emergere le prescrizioni per i farmaci generici.(ANSA).
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