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"Medici specialisti evadono fisco"
Ageing Society denuncia: lo fa il 40%

tgcom.it - 13 Giugno 2003
Il 40 per cento dei medici specialisti non emette le ricevute fiscali oppure indica un importo inferiore a quello effettivamente pagato dal paziente. E' il risultato di un sondaggio di Gf studio per conto dell'Osservatorio della terza età, Ageing society, secondo il quale questo comportamento "determina gravi conseguenze per la sanità nazionale". Immediata la replica del presidente dell'Ordine dei medici: "I dati forniti sono fasulli". Lo studio è stato effettuato su un campione di 1500 famiglie, nelle quali almeno una persona sopra i 30 anni ha effettuato una visita specialistica negli ultimi 12 mesi che ha evidenziato, soprattutto, come la propensione a scegliere tra lo specialista pubblico (preferito dal 59,8% degli intervistati) e quello privato (40,2% dei casi) varia in rapporto al reddito, al grado di istruzione e alla regione di residenza. Ebbene: il 40% delle persone che si rivolgono agli studi privati ha affermato di non aver ottenuto la ricevuta fiscale dopo la visita.
"In pratica - dice il segretario nazionale di Ageing Society, Roberto Messina - ogni tre prestazioni erogate di identico ammontare, una viene fatturata per l'intero importo, un'altra riporta una cifra inferiore al pagato, di solito l'80%, mentre in oltre un terzo dei casi non viene emessa alcuna ricevuta". "Questo ovviamente crea seri danni allo Stato - continua Messina - Se si considera, infatti, che il costo medio di ogni prestazione è di 81 euro, si può facilmente calcolare il valore complessivo delle prestazioni private: qualcosa come 6,5 miliardi di euro". "Questa - continua il segretario di Ageing Society - è una situazione che non può continuare, perché alla fine il danno si riflette sui cittadini, nel momento in cui si dice che lo Stato non ce la fa a garantire certe prestazioni sanitarie". Per fronteggiare la situazione, Ageing Society propone di "tracciare" le ricette "bianche" degli specialisti attraverso il codice personale, che dovrebbe poi essere riportato obbligatoriamente dai medici di base sui loro "moduli" rosa per la prescrizione dei farmaci. "Oltre a rappresentare una misura antievasione perché permette di confrontare in qualsiasi momento la quantità delle prescrizioni bianche con le ricevute fiscali emesse dai medici specialisti, la tracciabilità delle ricette rappresenta un efficace deterrente alla diffusione del comparaggio". Alla denuncia di Ageing Society replica il presidente dell'Ordine dei medici, Giuseppe Del Barone. "Che il 40,2% dei pazienti preferisca rivolgersi ai privati non è vero - dice - perché affermare una cosa del genere vuol dire affermare che non esiste un servizio sanitario nazionale. Quanto alle accuse sul mancato rilascio della ricevuta, i medici non sono gli unici a farlo, basta guardarsi intorno. Quando lo fanno, però, è perché il paziente non richiede la ricevuta".
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