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I risultati di un’indagine dell’Osservatorio permanente della terza età
Ricevuta? No grazie Ai medici piace il nero
L’allarme: «Il 40% degli specialisti non fattura» L’Ordine: «Non è più così, ci sono i controlli»

Unionesarda.it - 18 Giugno 2003
Cento senza ricevuta, centocinquanta con la ricevuta. Alzi la mano chi non ha avuto un’esperienza diretta (o lievemente indiretta, tipo moglie, fidanzata, fratello) di questo genere di offerte irresistibili da parte di un medico specialista. «Retaggio del passato, ora i meccanismi di controllo sono tali che non si può», si difende Pierpaolo Vargiu, presidente della Federazione regionale degli ordini dei medici. Ma c’è un dato che li inchioda: secondo un’indagine dell’Ageing society, Osservatorio permanente della terza età, un gruppo di studio internazionale costituito da volontari e riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, una prestazione su tre non viene fatturata, un’altra viene registrata con un importo inferiore, una sola risulta regolare. L’indagine è stata effettuata su un campione di 1500 famiglie nelle quali almeno una persona sopra i trent’anni ha fatto una visita specialistica nel corso dell’ultimo anno. Considerato che il costo medio di ogni prestazione, secondo Ageing society, è di 81 euro, il reddito sommerso ammonterebbe a 2,6 miliardi di euro. La soluzione - a giudizio del segretario generale dell’associazione, Roberto Messina - è una sola: «Tracciare le ricette bianche degli specialisti con un codice personale, che poi dovrebbe essere riportato dai medici di base sul modulo rosa, la classica ‘ricetta”. In questo modo si costruisce un deterrente». Vargiu trasecola. «A parte che non conosco questa organizzazione e non so quanto siano verificabili i dati, non mi risulta proprio. Forse vent’anni fa c’era più allegria, oggi lei crede che sarebbe possibile che - ad esempio - un dentista possa tenere in studio la radiografia e la cartella clinica di un paziente al quale non risulta rilasciata alcuna ricevuta?» Così difficile non sembra, visto che un paziente può risultare visitato una volta anziché dieci. «Non vorrei che fosse l’inizio di una nuova campagna denigratoria», aggiunge Vargiu, secondo il quale «il rispetto delle regole deve essere alla base del rapporto fiduciario tra medico e paziente». «Ma quale campagna denigratoria, quello dell’evasione tra i medici è un fenomeno innegabile», garantisce Giorgio Vargiu, leader regionale dell’Adiconsum, una delle principali associazioni di difesa dei consumatori. «Se si propone a un paziente di pagare meno è chiaro che non rifiuta. Quanto all’onestà di molti medici e alla non convenienza dell’evasione, non scherziamo: i soldi in nero fanno gola, inoltre diminuiscono la base imponibile Irpef e l’aliquota da pagare. Eppoi non mi risulta che i controlli fiscali siano così frequenti. Un consiglio: richiedete sempre la ricevuta, anche perché se l’evasione si denuncia dopo diventa difficile scoprirla».
«Ricevuta? E chi me l’ha mai proposta», dice una cinquantenne. Questo è un altro aspetto: si fa la visita, ci si riveste, si passa dalla segretaria, si paga e si va via. Tutto normale tranne una cosa: la ricevuta non è stata nemmeno proposta. E il paziente non ci ha nemmeno fatto caso. Come se fosse la prassi, appunto. Non è una condanna alla categoria, ma la denuncia di un malcostume evidente.
Fabio Manca
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