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SIRCHIA PRESENTA IL CONTO ALLE CASE FARMACEUTICHE
Miaeconomia.it - 26 Maggio 2004
Tra le novitÓ promosse dal ministro della salute Girolamo Sirchia ed esposte nel decreto che la prossima settimana verrÓ presentato al Consiglio de ministri, non ci sarÓ nessuna stangata per i cittadini. Il provvedimento colpirÓ solo le aziende farmaceutiche che si sono rese responsabili dell'impennata della spesa delle medicine. E il conto che il Governo si prepara a far pagare alle industrie ammonta a circa 466 milioni di euro, il 60% dello sforamento della spesa pubblica 2004 di settore.
Un aumento che, secondo le stime diffuse, sarebbe determinato per il 95% dall'incremento dei consumi, vale a dire la crescita delle ricette. I dati parlano chiaro. Nel periodo gennaio-marzo 2004 la spesa delle medicine Ŕ aumentata dell'8,1% rispetto allo stesso periodo del 2003, attestandosi oltre i 3 miliardi di euro. Il dato Ŕ correlato a un incremento del numero delle ricette pari al +5,6%. Il che significa che in soli tre mesi sono state emesse oltre 121 milioni di ricette, in media 2,12 per ogni cittadino italiano. Ma al sensibile incremento di spesa fatto registrare da febbraio 2004 (+7,8% rispetto a febbraio 2003), ha fatto seguito anche un aumento pi¨ consistente nel mese di marzo 2004, durante il quale la spesa farmaceutica Ŕ aumentata del 16% rispetto a marzo 2003. Tra i fattori che possono aver inciso su questi aumenti si evidenziano soprattutto l'incremento del numero delle ricette (+11,6% rispetto a marzo 2003), la riduzione del ticket prevista da alcune regioni, soprattutto attraverso un aumento del numero degli esenti (scelta che a livello nazionale ha determinato una contrazione sulla spesa lorda pari quasi all'1%), infine il sensibile aumento di spesa determinato da alcune categorie di medicinali.
Valga come esempio la pastiglia dello scandalo: l'atorvastatina. Va infatti segnalato che circa un mese fa alcune aziende produttrici decisero di sostituire senza preavviso e in gran fretta le confezioni da 10 compresse con quelle da 30. Ma questa iniziativa proprio non Ŕ piaciuta al governo e al ministro Sirchia che hanno dichiarato illegittima la decisione.
Il meccanismo allo studio del Consiglio dei ministri prevede delle misure che riguardano solo i farmaci di fascia A, quelli rimborsati dal servizio sanitario nazionale ma pagati direttamente dai cittadini. Su questi medicinali le imprese dovranno calcolare uno sconto del 6,9% sul proprio margine alla distribuzione. Mentre grossisti e farmacisti dovranno praticare uno sconto di pari importo quando chiederanno il rimborso in loro favore al Servizio sanitario nazionale (Ssn).
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