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SanitÓ': per SSN 40 mld euro in 10 anni per cure assicurati
Ordinimedici.como.it - 19 Febbraio 2004
(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Sarebbe di 40 miliardi di euro la spesa sostenuta in 10 anni dal Servizio Sanitario Nazionale per curare i cittadini che sono coperti da assicurazioni sanitarie. E' uno studio dell'Osservatorio della terza eta' (Ageing Society), coordinato dall'ex ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, a fare luce sugli incassi di fondi, casse e assicurazioni ed i relativi costi dello Stato. Si tratta di risorse, secondo l' associazione, che potrebbero essere recuperate e destinate ad un fondo pro-anziani.
Il dipartimento economico dell'Osservatorio della terza eta' ha passato al setaccio il settore dell'assistenza sanitaria privata (casse di categoria, fondi sanitari, societa' di mutuo soccorso, polizze individuali) che offre prestazioni integrative e sostitutive del Servizio Sanitario Nazionale a 8,7 milioni di italiani. Solo nel 2000, secondo Ageing society, le imprese hanno risparmiato 1.059 milioni di euro di minori imposte, per un contributo medio di 1.500 euro (per l' 80% a carico dell' azienda e per il restante 20% a carico del dipendente) per circa tre milioni di lavoratori dipendenti coperti da un' assicurazione. Un vantaggio fiscale che sale a 10 miliardi di euro se si considerano gli ultimi 10 anni. I premi raccolti dalle 99 imprese che operano nel comparto delle polizze sanitaria sono stati pari a 1,4 miliardi di euro. Tenuto conto che oltre alle compagnie assicuratrici ci sono altri 300 operatori, si stima in almeno sei miliardi di euro l' ammontare delle contribuzioni complessivamente riscosse per coprire il 15% della popolazione.
All' aumento della diffusione di queste coperture non corrisponde un maggiore utilizzo delle polizze. La dimostrazione di cio' e' data dai ricoveri con rimborso integrale e parziale delle spese sostenute dai degenti, che costituiscono appena l' 1,3% del totale (9,4 milioni all' anno). I degenti negli ospedali pubblici con in tasca una polizza assicurativa sono circa 1,2 milioni che se si fossero rivolti alle strutture private avrebbero causato alle compagnie e ai fondi una spesa di 3,3 miliardi di euro all' anno. ''Le casse pubbliche - ha spiegato Roberto Messina, segretario generale di Ageing Society - hanno sopportato tre situazioni sfavorevoli: i maggiori sgravi fiscali, la legislazione che favorisce gli incassi miliardari delle compagnie, le quali hanno contribuito solo in piccolissima parte alle spese pubbliche''. O si studia una forma di compartecipazione ai costi ospedalieri, ha concluso Messina, oppure si puo' introdurre un contributo a carico delle compagnie e degli altri soggetti interessati per alimentare il fondo assistenza per gli anziani non autosufficienti e quello per la ricerca scientifica e farmaceutica.(ANSA)
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