Cerca  Cerca
Ricerca parole o frasi all'interno del sito.
Ricerca avanzata


Sanita': l'Indagine, Devolution 'Fa Male' a Liste Attesa
Yahoo.it - 19 Agosto 2004
Roma, 19 ago. (Adnkronos Salute) - Un anno e mezzo per una visita oculistica a Ravenna, oltre due mesi per mammografia in Abruzzo. La sanità regionalizzata non fa bene alle liste d'attesa, anzi. Lo dicono i dati raccolti dall'Osservatorio della terza età (Ote), Ageing Society che, durante l'estate, ha fotografato la situazione nei principali ospedali delle 103 province italiane, scoprendo come i tempi medi per fare un esame mammografico, una Tac e una visita oculistica superano quelli fissati dall'accordo tra Stato e Regioni, con ''una situazione di criticità permanente per alcuni esami particolari''. "A dispetto delle previsioni - sottolinea il segretario generale dell'Ote, Roberto Messina - il decentramento territoriale delle competenze in tema di sanità, non ha risolto i nodi delle liste d'attesa. In alcuni casi i tempi si sono raddoppiati e la tendenza si accentuerà con l'ulteriore abolizione delle competenze da parte dello Stato" L'indagine dell'Osservatorio ha monitorato i tempi di attesa per cinque prestazioni diagnostiche più frequenti: mammografia, tac al torace, ecografia pelvica, visita cardiologica con elettrocardiogramma e visita oculistica. Per una mammografia, nel 46,6% dei casi, l'appuntamento è fissato dopo 60 giorni dalla prenotazione; nel 31% dei casi occorre aspettare tra i 16 e i 60 giorni, mentre solo il 14,5% delle prestazioni è assicurato nell'arco delle due settimane. Complessivamente i ritardi sembrano equamente distribuiti sul territorio, seppure con significative differenze tra regione e regione. Se infatti nelle strutture monitorate di tutti i capoluoghi di provincia del Molise e della Liguria le prestazioni sono erogate nell'arco dei 60 giorni, in Abruzzo, nelle Marche e nelle province autonome di Trento e Bolzano occorre sempre attendere più di due mesi. Per una visita oculistica, invece, la percentuale di strutture che sono in grado di garantire la prestazione entro il termine di 30 giorni, fissato dalla conferenza Stato-Regioni, è inferiore a un terzo, per l'esattezza il 30%. Oltre il tempo massimo si trova invece il 62,1% del totale delle province. I casi più eclatanti in tre città: a Ravenna, dove il primo appuntamento sarebbe stato fissato addirittura 19 mesi più tardi; Biella, con una lista d'attesa di più di 10 mesi; Pordenone (9 mesi) e Verona (226 giorni, pari a più di 7 mesi). La regione meno virtuosa è risultata la Sardegna, dove il 100% delle province (4 su 4) supera i 60 giorni d'attesa (con Oristano e Cagliari in grado di fornire la prestazione non prima di 4 mesi). Segue il Friuli Venezia Giulia con il 50% (2 province su 4) che non si mantiene all'interno dei 2 mesi. Infine, l'Emilia Romagna, dove solo 3 province su 9 presentano liste d'attesa inferiori ai 2 mesi. Situazione non migliore per la Tac al torace: il 24,3% delle prestazioni è infatti fornito dopo i 60 giorni, nel 36,9% dei casi si aspetta tra 16 giorni e 2 mesi mentre un'attesa inferiore ai 15 giorni riguarda solamente il 18,4 per cento degli esami. L'Ecografia pelvica nel 27,2% dei casi è fissata soltanto dopo 60 giorni, mentre nel 45,5% delle strutture monitorate l'attesa oscilla tra i 15 e i 60 giorni. I problemi maggiori si registrano in quattro regioni del centro-nord: la Liguria, dove due province su quattro hanno tempi di attesa superiori ai 60 giorni; il Lazio, con tre su cinque oltre il limite; il Veneto, quattro su sette, e il Friuli-Venezia Giulia, regione nella quale in tre capoluoghi su quattro le attese superano i due mesi. Piu' omogenea la situazione per la visita cardiologiaca con elettrocardiogramma. Il 41,7% delle province monitorate rispetta il termine massimo di trenta giorni che, in base all'accordo tra Stato e Regioni dell'11 luglio del 2002, doveva essere garantito, dal primo luglio dello scorso anno, ad almeno l'80% dei cittadini che effettuano la prestazione. Nel 31% dei casi, invece, le aziende ospedaliere o le Asl intervistate assicurano la prestazione in un tempo che oscilla tra i 30 e i 60 giorni. Mentre ancora circa una provincia su cinque (il 20,4%) effettua la visita dopo più di due mesi. Fuori dalla statistica sette province, per le quali non e' stato possibile raccogliere dati: in sei casi non è stato possibile effettuare prenotazioni telefoniche mentre nel caso di Lecce il Cup era in sciopero. Alla luce di questi dati il segretario generale dell'Ote Roberto Messina mette in guardia contro gli 'effetti nefasti della devolution sull'intero comparto'. "Già oggi vi sono regioni che assicurano talune cure ed altre che non sono in grado di erogarle per problemi economici. Il trasferimento esclusivo delle competenze dal centro alle periferia conclude - darà vita a venti servizi sanitari diversi, con un Sud schiacciato dall'eccellenza delle strutture settentrionali''. (Com-Ram/Adnkronos Salute)



Sanita': la devolution 'Fa Male' a Liste Attesa
Yahoo.it - 19 Agosto 2004
Di (Adnkronos)
Roma, 19 ago. (Adnkronos) - Un anno e mezzo per una visita oculistica a Ravenna, oltre due mesi per una mammografia in Abruzzo. La sanita' regionalizzata non fa bene alle liste d'attesa, anzi. Lo dicono i dati raccolti dall'Osservatorio della terza eta' (Ote), Ageing Society che, durante l'estate, ha fotografato la situazione nei principali ospedali delle 103 province italiane. Si e' cosi' scoperto che i tempi medi per fare un esame mammografico, una tac e una visita oculistica superano quelli fissati dall'accordo tra Stato e Regioni. ''A dispetto delle previsioni - sottolinea il segretario generale dell'Ote, Roberto Messina - il decentramento territoriale delle competenze in tema di sanita' non ha risolto i nodi delle liste d'attesa. In alcuni casi i tempi si sono raddoppiati e la tendenza si accentuera' con l'ulteriore abolizione delle competenze da parte dello Stato''. Secondo l'indagine, per una mammografia, nel 46,6% dei casi, l'appuntamento e' fissato dopo 60 giorni dalla prenotazione. Per una visita oculistica la percentuale di strutture che sono in grado di garantire la prestazione entro il termine di 30 giorni, fissato dalla conferenza Stato-Regioni, e' inferiore a un terzo, per l'esattezza il 30%. Oltre il tempo massimo si trova invece il 62,1% del totale delle province. Situazione non migliore per la tac al torace: il 24,3% delle prestazioni e' infatti fornito dopo i 60 giorni, nel 36,9% dei casi si aspetta tra 16 giorni e 2 mesi, mentre un'attesa inferiore ai 15 giorni riguarda solamente il 18,4% degli esami. L'ecografia pelvica nel 27,2% dei casi e' fissata soltanto dopo 60 giorni, mentre nel 45,5% delle strutture monitorate l'attesa oscilla tra i 15 e i 60 giorni.
print