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Assicurazioni: i Danni Fisici Dei 'Padani' Valgono Il 30% In Piu'
(ASCA) - Roma, 31 gen - Il danno fisico di un ''padano'' vale dal 20 al 30% in piu' di quello di una persona residente nel Mezzogiorno. Un dato reale che trova conferme nelle sentenze emesse dai giudici dei vari tribunali sui risarcimenti alle persone a seguito di incidenti automobilistici. Una sperequazione che non risparmia gli anziani, ai quali non viene riconosciuto il peggioramento irreversibile della qualita' della vita. Il dato trova conferma nei risultati di uno studio condotto dal Dipartimento economico dell'Osservatorio della Terza Eta', Ageing Society di Messina, sui risarcimenti del danno biologico, cioe' del danno arrecato alla persona umana indipendentemente dalla sua capacita' di produrre reddito. Nell'ultimo anno, i feriti negli incidenti stradali sono stati oltre 337 mila. Nel 50% circa dei casi si tratta di lesioni di lieve entita' (ad esempio, il classico colpo di frusta) e per il restante 50% di lesioni che comportano una qualche forma piu' o meno grave di invalidita' permanente. I risarcimenti per danno alla persona, in media, sono pari a 8.500 euro;ma, prendendo in esame i valori a livello territoriale, si scoprono forti differenze: si va, infatti, dai 9.200 euro di Milano ai 7.500 di Lecce. Gli assegni staccati dalle assicurazioni sono quasi sempre commisurati al solo ''danno evento'', cioe' alla gravita' della menomazione fisica o psichica provocata. Importanza del tutto marginale viene attribuita, invece, al ''danno conseguenza'', cioe' all'impatto che il danno esercita sulle condizioni generali di vita della persona. Proprio questo fattore, infatti, va a penalizzare soprattutto gli anziani, considerando che i risarcimenti non tengono conto degli effetti decisamente negativi che il danno produce sullo stato di benessere. La somma, infatti, varia in funzione diretta della gravita' delle lesioni e in funzione inversa dell'eta' del danneggiato, prescindendo dal fatto che questo, se anziano, vede peggiorare drasticamente la propria qualita' della vita. La conferma arriva dallo studio di Ageing Society, che ha rilevato per i ''nonni'' indennizzi inferiori del 25-30% rispetto al dato medio. A questo fattore di squilibrio va aggiunta anche l'altra variabile legata alla forte sperequazione territoriale, perche' mancano criteri di valutazione certi ed uniformi per l'intera nazione. Le tabelle per il calcolo degli indennizzi elaborate dai tribunali, infatti, mostrano notevoli differenze, per cui, a parita' di lesioni, i danneggiati percepiscono risarcimenti diversi da luogo a luogo, alla faccia del dettato costituzionale dell'uguaglianza dei cittadini. Non a caso, in genere, - prosegue lo studio dell'Osservatorio - a prescindere dalle percentuali di invalidita' dei danneggiati, gli indennizzi erogati nelle regioni del Mezzogiorno risultano piu' contenuti. Confrontando, ad esempio, i dati di alcuni tribunali del Centro-Nord (Milano, Genova, Venezia, Firenze, Roma) con quelli del Mezzogiorno (Lecce, Palermo, Sassari), si evince una tendenziale riduzione degli risarcimenti in quest'ultima circoscrizione rispetto alla prima all'aumentare delle percentuali di invalidita'. In particolare, le differenze fra queste due aree appaiono piuttosto consistenti per le invalidita' intermedie. Ad esempio, mentre il tribunale di Milano per un invalidita' del 30-50% assegna ad un individuo di 40 anni un risarcimento di oltre 134 mila euro, il tribunale di Lecce ne concede poco piu' di 98 mila, vale a dire il 27% in meno. Se il danneggiato e' un anziano, la differenza tra i due tribunali in esame si approssima ai 20 mila euro, cioe' il 20% in meno. Cio' significa che anche i tribunali che adottano lo stesso principio di riferimento per la quantificazione del danno alla persona arrivano a determinare importi di risarcimento notevolmente diversi, in quanto differente e' la funzione matematica che stabilisce la relazione fra indennizzo, tasso di invalidita' ed eta' del soggetto danneggiato. ''Ancora una volta - afferma il segretario generale dell'Osservatorio della Terza Eta',Ageing Society, Roberto Messina - ci troviamo di fronte alla violazione sistematica dell'articolo tre della Costituzione, che stabilisce l'uguaglianza dei cittadini. L' aspetto inquietante, poi, e' che questa disparita' proviene dalle sentenze dei tribunali. Ma allora, a chi bisogna rivolgersi per tutelare i soggetti piu' deboli della societa', come gli anziani?''.
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