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SANITA': OTE, 18 MLN RICOVERI IMPROPRI BRUCIANO 11 MLD DI EURO L'ANNO
Roma, 25 giu. (Adnkronos Salute) - 'Bruciano' inutilmente 11 miliardi l'anno in sanita'. Sono i ricoveri 'impropri, chiamati cosi' perchÚ si potrebbero evitare. Una anomalia ben nota anche alle istituzioni, secondo la denuncia dell'Osservatorio della terza etÓ (Ote) che, all'indomani dell'intervento della Corte dei Conti sulla situazione delle finanze pubbliche scova una delle sacche di inefficienza del sistema sanitario.
I ricoveri a rischio di inappropriatezza hanno un 'peso' diverso da Regione a Regione. Raggiungono, infatti, il 50% in Liguria contro il 14 % del ''virtuoso'' Molise. Ma anche considerando il panorama generale - continua l'Ote- i dati sono eloquenti: su circa 70,4 mln giornate di degenza (dati 2003) il 25-30% Ŕ rappresentato da ricoveri impropri o da degenze che potevano essere erogate in day hospital o sul territorio. Partendo dalla percentuale piu' bassa (25% pari a 17,6 mln giornate di degenza) e da un costo di ricovero di 650 euro al giorno, si ottiene uno 'spreco' stimato di oltre 11miliardi di euro all'anno. Considerando che i pazienti 'ospitati' nelle strutture ospedaliere per motivi scarsamente giustificabili necessitano comunque di analisi, prestazioni diagnostiche e terapie, si pu˛ ragionevolmente ritenere che, erogando le stesse prestazioni sul territorio, si sarebbe potuto ottenere un reale risparmio non inferiore al 50% di quanto ipotizzato (11 mld): cioŔ tra i 5 ed i 6 miliardi di euro.
A spingere gli italiani ad usare troppo l'ospedale - prosegue l'Ote - c'e' ''un processo culturale e informativo'' che ha svuotato la figura del medico di famiglia, come riferimento per la salute. Ma la convinzione che solo l'ospedale sia in grado di garantire il malato nasce anche dalla 'paura' di perdere servizi diagnostici e specialistici oggi accentrati nelle strutture ospedaliera e dalla carenza dei servizi assistenziali domiciliari. Secondo il Censis e il rapporto Monitor Biomedico 2004 il 28,7% degli accessi impropri alla struttura deriva dalla ''sicurezza'' riposta nella stessa struttura, mentre solo per il 25,8% Ŕ causato da insufficienti servizi territoriali. Non a caso, il 25,8% del campione Ŕ in linea con quest'ultima valutazione ritenendo che le prestazioni ottenute in ospedale potevano essere erogate in regime di assistenza domiciliare e/o diurna. ( ... ) (Com-Ram/Adnkronos Salute)
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