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SANITA':TARIFFE OSPEDALIERE;ESPERTI,URGONO INTERVENTI AD HOC
Da Basilicanet.it
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - Il problema della forbice tra le tariffe ospedaliere nelle diverse regioni italiane con enormi disparita' dei costi, denunciato nel rapporto dell'Osservatorio della terza eta' (Ote), e' reale e necessita di soluzioni ad hoc e interventi straordinari. Una questione complessa, ha sottolineato il sottosegretario alla salute Cesare Cursi, che e' gia' all'attenzione della Conferenza Stato-regioni. ''Il rischio dell'esistenza di 21 sanita' regionali - ha commentato Cursi - e' concreto ed e' dunque piu' che mai necessario garantire tariffe e servizi uniformi sul territorio; i livelli essenziali di assistenza Lea devono cioe' essere uniformati nelle varie regioni. A tale proposito - ha aggiunto - la Conferenza Stato-Regioni si e' impegnata a lavorare in questa direzione''. Pieno rispetto pero', ha tenuto a precisare Cursi, per l'autonomia regionale: ''Le regioni hanno modelli organizzativi diversi che vanno rispettati - ha detto - ma questo non puo' diventare il pretesto per l'esistenza di differenze macroscopiche tra le prestazioni e il loro costo sul territorio''. Anche per il responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, Stefano Inglese, si tratta di un problema concreto ''collegato alla ripartizione del Fondo sanitario nazionale''. Il punto, ha affermato, e' che ''la distribuzione delle risorse andrebbe riequilibrata, soprattutto in direzione del Mezzogiorno''. La richiesta al nuovo ministro della Salute dunque, ha aggiunto, e' di ''non fare del Fsn l'unica modalita' per l'afflusso delle risorse alle regioni: e' infatti necessario trovare risorse aggiuntive e servono interventi straordinari; solo in questo modo - ha concluso Inglese - si potra' colmare il gap tra le regioni''. Per il senatore della Lega Nord Cesare Ercole, inoltre, ''il sistema usato oggi per i rimborsi delle prestazioni ospedaliere, i cosiddetti Drg, e' indubbiamente obsoleto, vecchio di almeno dieci anni e va sicuramente riformato''. Il sistema dei Drg, ha aggiunto, ''fa acqua da tutte le parti e non da oggi: Gli Usa, da dove noi abbiamo mutuato il sistema, lo hanno da tempo evoluto alle esigenze piu' moderne, mentre a noi e' mancato questo passaggio di rivisitazione''. Diversa la posizione espressa da Laura Pellegrini della Direzione Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali: ''Da una prima lettura del rapporto Ote - ha rilevato - sembrerebbe che i calcoli siano stati effettuati assumendo a riferimento non le differenti tariffe adottate dalle Regioni per le diverse tipologie di strutture di ricovero, bensi' le tariffe massime di ogni Drg moltiplicate per il numero complessivo di ricoveri. E' invece noto - ha concluso - che in quasi tutte le Regioni le tariffe massime riguardano solamente le strutture di piu' elevata qualificazione e, in alcuni casi, vengono applicate solo ad una o due strutture della Regione''. (ANSA). CR (Riproduzione Riservata)



Sanita': Ote, tariffe ospedaliere troppo diverse tra regioni
Da Basilicanet.it
ANSA) - ROMA, 3 MAG - Uniformando i listini delle prestazioni ospedaliere rimborsate dal Ssn si risparmierebbero fino 5 miliardi l'anno. Lo dice il Dipartimento economico dell'Osservatorio della terza eta' (Ote), che con un'indagine evidenzia le disparita' di costo delle prestazioni mediche ospedaliere. Partorire con parto naturale in Emilia Romagna costa alla collettivita' 697 euro, nella provincia autonoma di Trento il Ssn spende quasi il triplo, 1.727 euro. I09 (Riproduzione Riservata)
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