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"Fanno male alla salute e allo Stato"
Lettera agli italiani. Dure critiche dall'opposizione
Farmaci, Berlusconi contro gli sprechi


Gazzetta del Sud.it - 20 Gennaio 2005
Paolo Russo
ROMA - Troppo farmaco-dipendenti, troppe medicine gettate nella spazzatura e troppa spesa dello Stato per pillole e sciroppi superflui. Cosý, come fu per l'esordio dell'euro, Silvio Berlusconi ha deciso di prendere carta e penna per dire: "Cari italiani, prendere troppi farmaci fa male alla salute e anche ai conti dello Stato. Evitiamo sprechi e pericoli". In tutto quaranta righe, piene di consigli su come usare le medicine e perfino su come dedurre le spese sanitarie dalla dichiarazione dei redditi, concluse da un semplice "Cordialmente". La lettera verrÓ a breve recapitata a 16 milioni di famiglie italiane insieme a un opuscolo sull'uso corretto dei farmaci. Altre 80 pagine scritte a caratteri cubitali e illustrate dalla matita di Giorgio Forattini. Il vademecum, che contiene anche indicazioni sulla sperimentazione e sugli effetti delle medicine, sottolinea che i farmaci "possono aiutare la nostra salute ma tenendo sempre ben presente che corretti stili di vita - come spiega nell'introduzione il ministro Sirchia - sono indispensabili per mantenerla in buono stato". L'opuscolo ricorda che i farmaci vanno usati con cautela e invita a tenere lontano pillole e sciroppi dai bambini, a stare attenti a dove si conservano i farmaci e alla loro scadenza, a dove si gettano le medicine inutilizzate. Ben un miliardo di pillole l'anno, quantifica uno studio dell'Osservatorio della terza etÓ. Uno spreco che costa alla sanitÓ pubblica 650 milioni l'anno a causa soprattutto delle confezioni troppo grandi e del vizio degli italiani di fare scorte di medicine. Patologia di cui sarebbero affette nove famiglie su dieci. "Abbiamo aumentato i finanziamenti per la sanitÓ - scrive il Premier - ma ora evitiamo gli sprechi". Cosý dopo averci provato con le mini-confezioni dei farmaci introdotte dall'ultima finanziaria e con la stretta sui prezzi dei farmaci mutuabili il governo tenta ora con una campagna che sarÓ anche a suon di spot televisivi, oltre che di lettere ed opuscoli. Un'iniziativa che l'opposizione giudica un nuovo spot elettorale, oltre che inutile e dispendiosa ("i costi verranno coperti dal ministero della Salute con una convenzione con Poste, replica la Presidenza"), mentre medici e farmacisti si dividono. Se Farmindustria "condivide" l'iniziativa del premier, pur suggerendo di affiancarla da una "intelligente politica di compartecipazione alla spesa), Ŕ il leader del sindacato dei medici di famiglia (la Fimmg) a prendere le difese degli industriali e a polemizzare con il governo. "Da un presidente ottimista come Silvio Berlusconi - commenta Mario Falconi - mi sarebbe piaciuto leggere una lettera in cui tutti gli italiani, medici e cittadini, venivano ringraziati per il loro comportamento maturo nel consumo di farmaci, uno dei pi¨ bassi non solo in Europa ma anche nel resto del mondo". Per i pediatri, invece, "Berlusconi scopre l'uovo di Colombo". "Da sempre - rimarca Pier Luigi Tucci, presidente della loro Federazione, la FIMP - si sa che gli italiani, ma non solo loro, consumano troppi farmaci. Anche per i figli". "I genitori non vogliono pi¨ vedere i loro figli ammalati, neppure per un banale raffreddore. Tutto questo si trasferisce come pressione sul medico" a prescrivere di pi¨. Alimentata, per i pediatri, anche dallo scarso sostegno alla famiglia che non consente ai genitori di accudire in casa i figli quando si ammalano. A completare il coro di critiche sul fronte medico c'Ŕ poi la federazione degli internisti (Fadoi) che giudica quella del Premier una "generalizzazione troppo facile". A sostegno della campagna scende invece in campo Federfarma, l'associazione dei farmacisti che si dichiara pronta a mettere a disposizione le 16 mila vetrine delle farmacie private, ma invita anche il governo a non tralasciare l'informazione sui farmaci generici, "che fanno risparmiare lo Stato e i cittadini". Piuttosto critiche Livia Turco dei Ds e Rosy Bindi della Margherita, secondo cui "se il premier conservasse questa lettera nel cassetto farebbe cosa utile. Eviterebbe lo spreco di denaro pubblico e una crudele presa in giro dei cittadini". Si tratta invece di una "generalizzazione troppo facile, specie in un Paese dove si spende pochissimo per l'educazione sanitaria", per i medici internisti della Fadoi (Federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri internisti). (giovedý 20 gennaio 2005)
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