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"Farmaci, basta sprechi"
Il premier e i cittadini
Campagna di informazione promossa da Palazzo Chigi "Troppe medicine fanno male alla salute e ai conti pubblici"
Un plauso da Federfarma, critiche dai Ds Fi vara una commissione contro gli sperperi
Berlusconi scrive a 16 milioni di italiani: scoppia la polemica


Il Giornale di Vicenza.it - 20 Gennaio 2005
Roma. "Cari italiani, prendere troppi farmaci fa male alla salute e anche ai conti dello Stato. Evitiamo sprechi e pericoli". Silvio Berlusconi torna a scrivere agli italiani, come fece in occasione dell'esordio dell'euro, in favore di una campagna di sensibilizzazione contro l'abuso di farmaci. Ad anticipare i contenuti della lettera del presidente del Consiglio Ŕ stato ieri "Il Sole 24 ore". Quella annunciata Ŕ una vera e propria campagna informativa che prevede anche spot in televisione. "Abbiamo aumentato i finanziamenti per la SanitÓ", scrive Berlusconi nella lettera, indirizzata a 16 milioni di famiglie, "ma ora evitiamo sprechi". La campagna contro l'abuso di farmaci fornisce anche un vademecum: pillole e sciroppi vanno usati con cautela; attenti a dove si conservano e si gettano le medicine; tenetele lontane dai bambini; evitate le scorte; occhio alla scadenza. E tutto questo mentre n asce in Forza Italia un comitato " taglia-sprech i" , con l'obiettivo di "individuare ed eliminare gli sperperi di denaro pubblico ", per " arrivare ad un ulteriore taglio delle tasse". Ma la lettera ha subito suscitato reazioni diverse. "La campagna sui farmaci invita a un uso responsabile delle medicine", dice Fabio Minoli, responsabile del Dipartimento farmaceutico di Fi. Apprezzamenti alla campagna sono arrivati da Federfarma, che per bocca del suo presidente Giorgio Siri, che ha offerto la disponibilitÓ delle vetrine delle 16mila farmacie italiane per la riuscita della campagna, e da Farmindustria, che "condivide i contenuti dell'iniziativa promossa dalla presidenza del Consiglio, in quanto l'eliminazione di sprechi nell'assunzione dei farmaci rappresenta uno strumento efficace per la tutela della salute dei cittadini, e per il contenimento della crescita della spesa farmaceutica. In prospettiva quest'iniziativa potrebbe essere affiancata da una intelligente politica di compartecipazione alla spesa farmaceutica, che salvaguardi le fasce deboli della popolazione". Giudizi positivi anche dal presidente della commissione SanitÓ al Senato, Antonio Tomassini, e da quello della commissione Affari sociali alla Camera, Giuseppe Palumbo. "Lodiamo e condividiamo", ha dichiarato Tomassini, "l'iniziativa, tesa a suggerire un corretto comportamento nell'utilizzo dei farmaci e ad evitare sprechi". Un appello di buon senso, secondo Palumbo. Ma Pier Luigi Tucci della Federazione italiana medici pediatri, ribatte: "Se Ŕ vero che gli italiani prendono troppi farmaci, nel caso dei bambini questo accade perchÚ i genitori, anche davanti ad una banale influenza, hanno l'esigenza di curarli rapidamente, perchÚ la societÓ non permette loro di restare a casa per assistere i figli". Spera invece che questa sia l'occasione per puntare sui farmaci generici Roberto Teruzzi, presidente di Assogenerici, che si augura che "il governo sappia sfruttare, soprattutto in materia di conti e sprechi, le opportunitÓ che gli vengono offerte dai farmaci generici". Ma numerosi anche i commenti negativi. "Da un presidente ottimista come Berlusconi", ha detto Mario Falconi, presidente dei medici di famiglia della Fimmg, "mi sarebbe piaciuto leggere una lettera in cui tutti gli italiani, medici e cittadini, venivano ringraziati per il loro comportamento maturo nel consumo di farmaci, uno dei pi¨ bassi non solo in Europa ma anche nel resto del mondo". E avrebbe sbagliato destinario della lettera Berlusconi, secondo Teresa Petrangolini di Cittadinanzattiva, perchÚ "avrebbe potuto scrivere ai medici, visto che come spesa pubblica non siamo certo al top dei consumi, soprattutto rispetto agli altri Paesi. Basti pensare che anche negli Stati dove i farmaci costano meno, come la Francia, si vende il doppio delle confezioni, e che mentre all'estero i farmaci da automedicazione rappresentano il 30% della spesa, da noi sono solo l'11%".
Critiche anche Livia Turco dei Ds e Rosy Bindi della Margherita, secondo cui "se il premier conservasse questa lettera nel cassetto farebbe cosa utile. Eviterebbe lo spreco di denaro pubblico e una crudele presa in giro dei cittadini". I Ds invitano inoltre i cittadini a rispedire al mittente la lettera. Si tratta invece di una "generalizzazione troppo facile, specie in un Paese dove si spende pochissimo per l'educazione sanitaria", per i medici internisti della Federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri internisti.Ma nel centro sinistra c'Ŕ chi si mostra d'accordo con il premier. Il leader dell'Italia dei valori,Di Pietro, commenta: "Al di lÓ delle intenzioni pi¨ o meno elettorali, ritengo di poter condividere la sua iniziativa. In effetti nel nostro Paese si fa abuso del ricorso ai farmaci ed esiste la cattiva abitudine di riempire le case di medicinali senza che vi sia effettiva necessitÓ". L'Osservatorio della terza etÓ propone invece di introdurre le confezioni "mini e maxi", per evitare questi sprechi. I costi della "campagna di comunicazione istituzionale e di servizio", sottolinea Palazzo Chigi, saranno coperti dal ministero della Salute.

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