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Farmaci: una montagna di sprechi

Il Sole 24 Ore.it - 20 Gennaio 2005

Dopo due mesi di gelata, a novembre 2004 la spesa farmaceutica a carico dello Stato ha ripreso a galoppare. Un boom inatteso: +9% i consumi e +10,9% le ricette. Dati che arrivano in perfetta coincidenza con la campagna appena lanciata dal Governo sull'"uso corretto dei farmaci" che, come anticipato ieri da "Il Sole-24 Ore", prevede spot Tv e l'invio a 20 milioni di famiglie di un opuscolo illustrato da Giorgio Forattini e accompagnato da una lettera di Silvio Berlusconi. Un'iniziativa contro gli sprechi che ha scatenato un vespaio di polemiche e di ironie contro il premier: "Restituite la lettera al mittente" è l'invito dei Ds. L'accusa: è campagna elettorale. Spesa e sprechi. I dati di spesa diffusi ieri da Federfarma - che per dicembre prevede una nuova frenata - confermano le differenze abissali tra le Regioni, col Sud più spendaccione: in Sicilia l'aumento della spesa è stato del 13,9%, a Bolzano c'è stato un calo dello 0,5 per cento. Nei primi undici mesi 2004, complessivamente, i conti del Ssn per i farmaci sono lievitati dell'8,7% (e le ricette del 7%), quasi un punto oltre le previsioni (7,8%) con cui l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, ha varato a dicembre la manovra di ripiano da 697 mln. Stime, quelle dell'Aifa, che la dicono lunga sull'andamento regionale dei consumi. Il 93,4% dello sfondamento, infatti, è dovuto a sole quattro Regioni: Lazio (33,9%), Sicilia (29,5), Campania (18,9), Puglia (11,1). Spesa a maniche larghe o sprechi? Forse tutt'e due. Certo però gli sprechi hanno i loro costi: 650 mln l'anno secondo l'Ote (Osservatorio della terza età). Diverse le cause: confezioni troppo grandi, medicine acquistate e mai consumate, riserve eccessive negli armadietti, pochi controlli della scadenza. Finirebbero così nel cestino un miliardo di pillole ogni anno. Berlusconi: detraete le spese mediche. "Pensiamo alla salute: 20 regole per un uso corretto dei farmaci": questo il titolo del volumetto, curato dal ministero della Salute, al quale è allegata la lettera di Berlusconi destinata a 20 milioni di famiglie, ancora più dei 16 milioni di destinatari in occasione della lettera inviata per l'esordio dell'euro. La pubblicazione, spiega il premier, dà suggerimenti sull'uso "accorto e appropriato dei medicinali". Per difendere la salute degli italiani, a cui il Governo ha dedicato sempre più risorse in questi anni per un Ssn, sottolinea, giudicato "il secondo al mondo" dall'Oms. L'uso dei farmaci, scrive Berlusconi, "dev'essere "intelligente"" altrimenti diventano "dannosi". L'invito è netto: assumere solo "farmaci indispensabili seguendo sempre le indicazioni del medico", stare attenti a "non sprecare medicinali", evitare "scorte inutili" che provocano più spesa. Ma non basta. Berlusconi ricorda agli italiani anche la possibilità di detrarre le spese mediche pagate di tasca propria, dunque anche quelle per i farmaci. E conclude: "Io, che ho l'orgoglio di presiedere il primo Governo italiano che ha cominciato a ridurre le imposte, vi invito a non trascurare questa opportunità, che è un altro modo per pagare meno tasse e per difendere il vostro reddito". Non di tasse ma di "buon uso" dei medicinali, parla invece il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, nella prefazione al volume: "Il farmaco è un poderoso elemento di salute" da usare però "solo quando è strettamente indispensabile, ossia quando lo dice il medico". Altrimenti il farmaco "è nocivo per la salute". Opposizione e medici all'attacco. "Con quali soldi Berlusconi paga milioni di lettere", si domanda la responsabile Welfare dei Ds, Livia Turco. E, sempre dai Ds, Grazia Labate e Augusto Battaglia invitano gli italiani a "restituire la lettera al mittente". E ancora: "Il tutto puzza di propaganda elettorale" attacca Luana Zanella (Verdi). Mentre l'ex ministro Rosy, Bindi invita il premier a "tenere la lettera nel cassetto" perché almeno "eviterebbe lo spreco di denaro pubblico e una crudele presa in giro agli italiani". È una bugia, aggiunge l'assessore toscano Enrico Rossi, che i fondi per la salute siano cresciuti. La sola voce dissonante nell'opposizione è quella di Antonio Di Pietro: "Al di là delle intenzioni elettorali, è vero che in Italia si fa abuso di farmaci". Inutile dire che Forza Italia e Lega si sono subito schierate dalla parte del premier, nel silenzio degli altri due alleati della Cdl. Ironici i medici. La lettera "farà bene solo alle Poste", chiosa il presidente dell'Ordine dei medici, Giuseppe Del Barone. Mentre secondo i medici di famiglia della Fimmg un "presidente ottimista" avrebbe dovuto scrivere una lettera di ringraziamento agli italiani perché consumano pochi farmaci. Già, i medici: proprio loro, e le industrie, per il Tribunale dei diritti del malato dovrebbero essere i destinatari della lettera. Berlusconi, insomma, "ha preso lucciole per lanterne".

(21 gennaio 2005) Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)
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