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OTE: negli ospedali con le liste d'attesa pagano sempre gli anziani
Saluteeuropa.it - 02 Maggio 2005
I dati sulle liste d'attesa, quelli sui rischi dell'ospedalizzazione, la spesa sanitaria superiore per gli over 65enni dimostrano una cosa incontrovertibile: sui temi legati alla salute a pagare sono sempre gli anziani. "Quello che diciamo da tempo - osserva il Segretario generale dell'Osservatorio della terza eta', Roberto Messina - viene supportato anche da altre qualificate organizzazioni, come il tribunale per i diritti del malato, che ribadisce quanto detto dall'Ote alcuni giorni fa". Uno studio dell'Osservatorio ha, infatti, riscontrato che negli ultimi 14 anni la spesa sanitaria statale rispetto al pil e' rimasta uguale, mentre l'aumento della domanda di cure si e' abbattuta sulle tasche dei cittadini. Nel 1991 lo stato spendeva il 6,4% della Pil (47,3 mld di euro), mentre la spesa complessiva era pari al 7,7%; e lo stesso ha fatto nel 2004 (86 mld di euro). Di contro, invece, le famiglie che nel '91 spendevano l'1,3% del Pil (9,9 mld di euro) l'anno scorso sono salite all'1,8% (24 mld di euro), su un totale di spesa dell' 8,2%. Quindici anni fa, in base alle valutazioni a prezzi costanti, ogni famiglia spendeva in media 690 euro; l'anno scorso l'esborso medio si Ŕ attestato a 1.102 euro (+50%). Un salasso che ha pesato maggiormente sulle famiglie dei pensionati, che nel 2004 hanno dovuto pagare di tasca propria circa 1.480 euro per servizi sanitari e prodotti farmaceutici, cioŔ il 34% in pi¨ di una famiglia media. "Siamo d'accordo sui carrelli computerizzati in corsia e ai braccialetti di riconoscimento, siamo d'accordo sulla tempistica che lo Stato ha dato alle regioni per abbattere i tempi di attesa degli esami: siamo d'accordo su tutto, purchŔ si faccia qualcosa", chiosa ancora Messina. Il Segretario generale dell'Ote, infine, si rivolge direttamente al neo ministro della Salute, Francesco Storace per chiedere subito provvedimenti. "Siamo disponibili a confrontarci su tutte queste tematiche e a dare i nostri modesti suggerimenti, ma cosý non si pu˛ andare avanti. Bisogna tutelare chi paga le conseguenze di tutto questo, cioŔ le fasce pi¨ deboli della societÓ, tra cui gli anziani, che non hanno disponibilitÓ finanziarie per scegliere sul mercato".
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