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SALUTE: OTE, EMERGENZA CALDO PER 500MILA ANZIANI IN OSPEDALI E OSPIZI
Agenews.it - 28 Giugno 2005
(AGE) ''L'emergenza caldo riguarda anche il mezzo milione di anziani ospitati negli ospedali e nelle case di riposo, dove l'aria condizionata resta un miraggio''. L'Osservatorio della Terza Eta' condivide l'allarme lanciato dal ministro della Salute Francesco Storace e chiede di estendere il monitoraggio alle strutture dove vi e' un'alta concentrazione di over 65enni, gia' debilitati da altre malattie (234 mila nelle case di cura e 247 mila negli ospedali). ''Una persona sana, per quanto anziana - afferma Roberto Messina, Segretario Generale dell'OTE - si difende meglio dall'afa di una con il fisico debilitato. Il fatto di essere ricoverato in ospedale o in una casa di riposo, ad esempio, non cambia nulla se i locali non sono refrigerati, anzi, e' anche peggio''. Nelle case di riposo e nei centri di accoglienza sono ospitate circa 250 mila persone, che ancora oggi, in buona parte non usufruiscono di aria condizionata nelle stanze e nei reparti. Secondo uno studio condotto dall'OTE nel 2004 su 175 strutture, gli impianti di condizionamento mancano nel 52% degli ospizi pubblici, e solo nel 20% di essi si puo' trovare aria condizionata nei locali comuni come la sala Tv o il refettorio. Nelle case di riposo private la percentuale di strutture senza alcun 'refrigerio' scende al 45%, e diminuisce la presenza di condizionatori anche nei locali comuni (14,8%). L'indagine dell'Osservatorio ha toccato anche 105 ospedali, nei quali la gran parte dei 250 mila pazienti, sono in prevalenza anziani. Nelle strutture di cura la situazione migliora, ma resta da allarme rosso. Nel 12,4% dei casi gli impianti mancano completamente, mentre gli ospedali con aria condizionata in ogni locale sono solo un quarto del totale, (24,8%). Nel 17% dei casi il 'refrigerio' riguarda oltre la meta' dei reparti e nel restante 45,7% dei casi al 'fresco' erano meno della meta' delle corsie e delle stanze. Benche' in questi giorni si stia ripetendo lo studio condotto l'anno scorso non si evidenziano sostanziali cambiamenti nelle strutture prese in esame. ''Per quanti vivono soli - aggiunge Messina - la raccomandazione e' quella di mantenersi sempre in contatto con amici e parenti, per evitare di non avere assistenza in caso di bisogno. Negli ultimi due anni - sottolinea il Segretario Generale dell'OTE - nonostante la nostra mobilitazione e nostre denunce non e' stato fatto molto. Le emergenze bisogna evitarle con una politica di interventi a monte, e non fronteggiarle quando raggiungono il punto di criticita'''. (AGE) NUN
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