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SANIT└ & SPRECHI. Anomalia italiana
Troppi i ricoveri inutili Un buco di 5,7 miliardi

GiornalediVicenza.it - 26 Giugno 2005
Roma. Sono chiamati ricoveri impropri perchŔ si potrebbero evitare, un'anomalia che fa bruciare al Servizio sanitario nazionale qualcosa come 11 miliardi di euro l'anno. All'indomani dell'intervento della Corte dei Conti sulla situazione delle finanze pubbliche l'Osservatorio della Terza EtÓ scova una delle sacche di inefficienza del sistema sanitario. Gli anziani "parcheggiati" in ospedale, la mancanza di prestazioni sul territorio, la percezione di poter essere curati solo se ricoverati costano all'Italia, ogni anno, circa 18 milioni di giornate di degenze improprie; cioŔ di ricoveri che potrebbero esseri evitati facendo risparmiare allo Stato cifre da manovra economica: circa 5,7 miliardi di euro. Comportamenti sbagliati di medici e pazienti. Gli italiani hanno paura di perdere servizi diagnostici e specialistici ora accentrati nell'ospedale, cosý come la carenza dei servizi assistenziali domiciliari produce la convinzione che solo l'ospedale Ŕ in grado di garantire le esigenze dell'ammalato; svuotato anche, per˛ e purtroppo, di contenuti e di responsabilitÓ il ruolo del medico di famiglia. Secondo il Censis e il rapporto Monitor Biomedico 2004 il 28,7 per cento degli accessi impropri alla struttura deriva dalla "sicurezza" riposta nella stessa, mentre solo per il 25,8 Ŕ causato da insufficienti servizi. Nonostante gli sforzi, comunque, resta il fatto che la presenza dell'ospedale quale elemento rassicurante, pur con limiti e critiche, Ŕ ritenuta necessaria ed indispensabile dall'88,5% degli italiani e fra questi con punte oltre il 94% negli anziani. Considerando che i pazienti ospitati in ospedale per motivi scarsamente giustificabili necessitano comunque di analisi, prestazioni diagnostiche e terapie, si pu˛ ragionevolmente ritenere che, erogando le stesse sul territorio, si sarebbe potuto ottenere un reale risparmio non inferiore al 50 per cento sugli 11 miliardi: cioŔ tra i 5 ed i 6 miliardi di euro. "Da anni si parla di medicina del territorio che porterebbe a un abbassamento dei ricoveri", sottolinea Roberto Messina, Segretario Generale dell'Osservatorio della Terza EtÓ. "Il problema dobbiamo porcelo in maniera seria e urgente, visto che il nostro tasso di popolazione anziana ci spinge verso un incremento dell'ospedalizzazione impropria. Il problema va preso di petto altrimenti richiami come quello della Corte dei Conti cadranno nel vuoto o peseranno sulle tasche dei cittadini".
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