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Ote: per curarsi gli anziani spendono il 34% in più
Ilbisturi.it - 29 Aprile 2005
29 APR - Una famiglia composta da pensionati spende 1.480 euro l'anno per servizi sanitari e prodotti farmaceutici, cioè il 34% in più di una famiglia media. A denunciarlo è l'Osservatorio della terza età, che aggiunge: "In ospedale o nelle liste di attesa, gli ultimi sono sempre gli anziani". E chiede a Storace provvedimenti immeditati. I dati sulle liste d'attesa, quelli sui rischi dell'ospedalizzazione, la spesa sanitaria superiore per gli over 65enni dimostrano una cosa incontrovertibile: sui temi legati alla salute a pagare sono sempre gli anziani. "Quello che diciamo da tempo - osserva il segretario generale dell'Osservatorio della terza età (Ote), Roberto Messina - viene supportato anche da altre qualificate organizzazioni, come il Tribunale per i diritti del malato". Questi dati raccontano che negli ultimi 14 anni la spesa sanitaria statale rispetto al Pil è rimasta uguale, mentre l'aumento della domanda di cure si è abbattuta sulle tasche dei cittadini. Nel 1991 lo Stato spendeva il 6,4% della Pil (47,3 mld di euro), mentre la spesa complessiva era pari al 7,7%; e lo stesso ha fatto nel 2004 (86 mld di euro). Di contro, invece, le famiglie che nel '91 spendevano l'1,3% del Pil (9,9 mld di euro) l'anno scorso sono salite all'1,8% (24 mld di euro), su un totale di spesa dell'8,2%. In definitiva, secondo lo studio dell'Ote, l'anno scorso l'esborso medio per le cure a carico di ogni famiglia è stato di 1.102 euro (+50% rispetto a 15 anni fa). "Un salasso che ha pesato maggiormente sulle famiglie dei pensionati, che nel 2004 hanno dovuto pagare di tasca propria circa 1.480 euro per servizi sanitari e prodotti farmaceutici, cioè il 34% in più di una famiglia media". "Siamo d'accordo sui carrelli computerizzati in corsia e ai braccialetti di riconoscimento, siamo d'accordo sulla tempistica che lo Stato ha dato alle Regioni per abbattere i tempi di attesa degli esami: siamo d'accordo su tutto, purché si faccia qualcosa", ha dichiarato Messina. Il segretario generale dell'Ote, infine, si rivolge al neo ministro della Salute, Francesco Storace per chiedere subito provvedimenti. "Siamo disponibili a confrontarci su tutte queste tematiche e a dare i nostri modesti suggerimenti - ha affermato - ma bisogna tutelare chi paga le conseguenze di tutto questo, cioè le fasce più deboli della società, tra cui gli anziani, che non hanno disponibilità finanziarie per scegliere sul mercato".
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