Cerca  Cerca
Ricerca parole o frasi all'interno del sito.
Ricerca avanzata


Sanità, gli italiani chiedono più cure. Ma se le finanziano di tasca propria
ItaliaOggi.it - 22 Aprile 2005
Lo rileva l'Osservatorio della terza età. La spesa privata si è moltiplicata per due volte e mezzo. Gli italiani chiedono più cure; cresce la spesa complessiva destinata alla sanità, ma mentre lo stato impegna la stessa percentuale di risorse del 1991, la domanda aggiuntiva la finanziano invece i contribuenti di tasca propria, tirando fuori la ragguardevole cifra di 24 miliardi di euro. Sono i dati elaborati dall'Osservatorio della terza età sul trend che ha interessato il comparto negli ultimi 14 anni. ´Il risultato', secondo l'Ote, ´è che alla parsimonia del Servizio sanitario nazionale fa da contraltare il salasso per le famiglie, e soprattutto per i maggiori acquirenti di cure: gli anziani. Per capire che cosa è successo in questo periodo basta considerare il valore assoluto della spesa: raddoppiata nel caso del pubblico, mentre quella privata, cioè pagata dai cittadini, si è moltiplicata per due volte e mezzo'. ´Il gruppo di studio dell'Ote', si legge in una nota, ´è partito dal 1990, quando la spesa sanitaria media Ue era pari al 7,4% del prodotto interno lordo, con punte minime nel Regno Unito (6%) e massime in Francia (8,6%), mentre il nostro paese si attestava in una posizione intermedia del 7,4%'. Secondo l'Osservatorio, ´l'accelerazione del ritmo di sviluppo tecnologico e il progressivo invecchiamento della popolazione hanno provocato, nel tempo, l'aumento della spesa totale: in forma accentuata in Germania, Grecia, Regno Unito e Belgio e in maniera piuttosto contenuta nei paesi scandinavi e in Italia. Se nelle nazioni del Nord la circostanza si giustifica in considerazione dei più elevati livelli di partenza delle spese per le prestazioni sanitarie, nel caso dell'Italia essa dipende essenzialmente dal tendenziale contenimento dei costi per contenere il deficit pubblico. Per notare la divaricazione tra quanto fa carico allo stato e quello che pagano i cittadini', ha spiegato l'Ote, ´bisogna disaggregare i valori, tenendo presente che l'incidenza della spesa sanitaria pubblica sul pil è cresciuta in quasi tutti gli stati europei. In particolare, in Germania (8,6%), Svezia (7,9%), Francia (7,4%), mentre in Italia il rapporto rispetto al prodotto interno lordo non ha evidenziato alcuna variazione sostanziale: era pari al 6,4% nel 1991, ha toccato un valore minimo del 5,2% nel 1995 ed è risalito man mano soprattutto negli ultimi anni, tornando al 6,4% dell'anno scorso'. Le rilevazioni dell'Osservatorio relative alla componente privata indicano invece ´che le spese delle famiglie per la salute, sempre in rapporto al pil, sono passate dall'1,3% del 1991 all'1,8% nel 2004 (8,2% il dato totale sul pil)'. Una dinamica che non accenna ad arrestarsi ´perché le famiglie, soprattutto quelle con anziani, sono state costrette ad acquistare direttamente prodotti medicinali e farmaceutici, a causa dei vuoti assistenziali creati dalle revisioni al prontuario da parte dell'Agenzia del farmaco (Aifa). La voce di spesa più vivace per il Ssn, invece, è rappresentata dalle prestazioni erogate dagli ospedali pubblici e, a partire dal 2001, anche per la sensibile lievitazione dei costi dell'assistenza farmaceutica convenzionata'. ´Così', denuncia ancora l'Osservatorio, ´mentre la popolazione anziana cresce trascinando in alto la domanda di sanità, lo stato si è ben guardato dall'aumentare le risorse a disposizione del settore, costringendo invece i cittadini ad aumentare la spesa privata, che nel 1991 era pari al 17,5% della spesa complessiva (60,9 miliardi), mentre nel 2004 ha superato il 22,5% dei 107 miliardi spesi in totale in Italia per la salute'. Quindici anni fa, in base alle valutazioni a prezzi costanti, ogni famiglia spendeva in media 690 euro; l'anno scorso l'esborso medio si è attestato a 1.102 euro (+50%). E ancora: nel 1991 lo stato spendeva 47,3 miliardi di euro per assicurare la salute ai suoi cittadini, mentre questi ultimi ´compravano' circa 9,8 miliardi di cure; l'anno scorso il Ssn ha sborsato 86 miliardi di euro, praticamente il doppio in valore assoluto; gli italiani hanno dovuto mettere mano al portafogli per una cifra che supera i 24 miliardi di euro, cioè due volte e mezzo rispetto agli inizi degli anni 90. ´È superfluo affermare', conclude l'Ote, ´che sui nuclei anziani l'effetto di tale fenomeno è stato ed è devastante, cosa che porta il segretario generale dell'Osservatorio della terza età, Roberto Messina, a chiedere immediati correttivi, da prevedere già nel programma del prossimo governo'. ´L'aumento della spesa per la salute a carico delle famiglie', rimarca Messina, ´è risultato decisamente superiore a quello della spesa a carico del Servizio sanitario nazionale. Secondo le nostre stime, poi', afferma ancora l'esponente dell'Osservatorio, ´nel 2004 marito e moglie pensionati hanno speso circa 1.480 euro per servizi sanitari e prodotti farmaceutici, cioè il 34% in più di una famiglia media. Una cosa del genere non credo possa essere condivisibile'.
print