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Un decreto legge per fissare il costo massimo a carico dei cittadini.
Prezzi dei medicinali bloccati per due anni.
I farmacisti consiglieranno ai clienti le alternative più economiche a parità di posologia e principi attivi r.e.s.
Regione.Calabria.it - 20 Maggio 2005
Torna la questione del caro farmaci. Oggi all'ordine del giorno del consiglio dei Ministri l'approvazione del decreto legge sulla normativa messa a punto dal ministero della Salute, che ne regola il prezzo. Il provvedimento, secondo le anticipazioni, prevede alcuni elementi di calmieramento dei prezzi come il blocco del loro aumento per due anni, la possibilità per le farmacie di applicare sconti fino al 20 per cento, pur rimanendo la determinazione del prezzo massimo alle aziende produttrici e possibilità di sostituire con il farmaco meno caro (generico) il farmaco di fascia C. Tra le indicazioni previste dal decreto, c'è anche un invito ai farmacisti affinchè consiglino sempre ai clienti le alternative più economiche a parità di posologia e di principio attivo. Franco Caprino, segretario nazionale di Federfarma, è scettico: "Io spero che esca un provvedimento equo e giusto e che metta fine a quest'aumento dei prezzi. Così come abbiamo visto il decreto in prima lettura speriamo che sia modificato perché così com'è questa certezza ai cittadini non la dà assolutamente". Più possibilista Federico Nazzari, il presidente di Farmindustria: "Sono condivisibili provvedimenti che garantiscano alle imprese la piena conservazione del principio di libertà nel fissare i prezzi di questi farmaci, come avviene in quasi tutti i paesi europei. Prezzi che, una volta così fissati, diventerebbero prezzi massimi, con la possibilità per le farmacie di applicare sconti al cittadino, introducendo quindi elementi concorrenza in questo ambito". Farmindustria, aggiunge Nazzari, "conferma dunque il giudizio espresso allo stesso ministro Storace nell'incontro della settimana scorsa". L'Osservatorio della Terza Età, ha detto di condividere la proposta del ministro Storace di permettere alle farmacie di fare sconti fino al 20 per cento. Suggerisce però di obbligare anche le farmacie comunali ad applicare gli sconti previsti per le medicine di fascia C, che attualmente sono a carico dei cittadini, allo scopo di evitare il formarsi dei cartelli di rivenditori. Dice l'Ote: "In questa modo si introdurrebbe nel comparto una prima e parziale liberalizzazione, consentendo la conseguente diminuzione dei prezzi dei farmaci". Roberto Messina, segretario Generale dell'Ote punta sulle farmacie comunali : "Dovrebbero scoraggiare accordi interni alla categoria, mentre si costringerebbero le altre farmacie ad accettare la concorrenza sui prezzi per non perdere quote di mercato". Per l'Ote questa è la soluzione per superare il limite rappresentato da un decreto Regio che, ancora oggi, stabilisce i guadagni di chi vende farmaci. Il segretario Messina rivolge infine un invito al ministro: "Storace vada avanti ma introduca anche questo correttivo, fondamentale per il risultato finale".
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