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IL CAROVITA SI MANGIA UN MESE DI PENSIONE
Rifondazionelazio.it - 26 Agosto 2005
Secondo i calcoli dell'Osservatorio della terza età, in un anno il potere d'acquisto degli anziani si è ridotto dell'8,7%. Leone (Spi Cgil): il governo preveda una somma di risarcimento nella Finanziaria Sono gli anziani oltre i 65 anni i più penalizzati dagli aumenti di prezzi e tariffe. La conferma di quella che è ormai una vera e propria emergenza sociale arriva dall'Osservatorio della terza età, il quale ha calcolato che nell'ultimo anno il potere d'acquisto dei pensionati si è ridotto dell'8,7%. Il conto è presto fatto. Secondo le associazioni dei consumatori negli ultimi dodici mesi gli italiani hanno dovuto affrontare aumenti per 951 euro. Una vera e propria batosta per quei 10.964.000 pensionati che ricevono un assegno mensile medio netto di appena 837 euro, per un totale di 10.891 euro all'anno: in pratica, il caro vita si è mangiato più di un mese della loro pensione, costringendoli a tirare ancora di più la cinghia. "Impresa non facile - spiegano dall'Osservatorio - se si considera che i due terzi del reddito dei nonni è destinato ad un paniere di sole tre voci: affitto, cibo e cure". E l'immediato futuro non lascia ben sperare, visto che già si annunciano per ottobre nuovi incrementi delle bollette di luce e gas, rispettivamente del 5 e del 3, 5%, con un aggravio di circa 47 euro l'anno a famiglia. Non solo. La minore disponibilità di denaro da parte degli anziani avrà effetti ancora più estesi, intaccando quella catena di solidarietà che dai nonni si riversa sui figli, passando per i nipoti. Nelle scorse settimane, infatti, l'Osservatorio della terza età ha rilevato che il 76% degli anziani spende circa 900 euro per aiutare le famiglie dei propri figli ad arrivare a fine mese, comprando scarpe, libri, giochi, pappette, abbigliamento, fino ad intergare la rata del mutuo: un soccorso economico "provvidenziale quanto vitale per il 30% delle famiglie" italiane. Si tratta, afferma l'Osservatorio, di una situazione "drammatica" di fronte alla quale "non si può far finta di niente. Chi ha un introito fisso - si legge nella nota - e, per di più, di bassa consistenza, non ce la fa più a correre dietro ai prezzi impazziti. Se non si corre ai ripari in Italia avremo qualche milione di nuovi poveri, soprattutto anziani. In questo contesto dobbiamo considerare che milioni di persone, le più deboli, dovranno risparmiare sulle cure, sul riscaldamento e anche sull'alimentazione. A caduta le ristrettezze si ripercuoteranno anche su figli e nipoti. Lo Stato - conclude l'Osservatorio - ha l'obbligo di intervenire, senza aspettare altro tempo, guardando anche ad altre nazioni che erogano ai pensionati gas, energia e telefono a prezzi ridotti". Per i sindacati dei pensionati è come sfondare una porta aperta: "E' da tempo - ricorda Betty Leone, segretaria dello Spi Cgil - che denunciamo il lievitare delle tariffe energetiche come uno degli elementi che rendono la vita difficile ai pensionati. E' evidente che l'aumento ulteriore del petrolio, e quello conseguente di luce e gas, peggiorerà la situazione. Questo rende ineludibile la richiesta, da noi avanzata, che nella prossima finanziaria ci sia una somma "una tantum" a titolo di risarcimento per la perdita del potere d'acquisto delle pensioni negli ultimi anni". Brutte notizie anche per i golosi. Negli ultimi due anni, scrive il quotidiano inglese Financial Times, il prezzo delle nocciole è quintuplicato, passando da 2.150 a 11.120 dollari, creando molte difficoltà all'industria dolciaria, anche italiana. E a rimetterci, prima o poi, potrebbero essere ancora una volta le famiglie: "Nonostante un'iniziale riluttanza a far ricadere questi aumenti sui consumatori - ammette uno dei responsabili del settore vendite di una delle principali aziende produttrici di cioccolato - alla fine, questo é quello che normalmente accade". L'unica possibilità concreta offerta dal mercato per ridurre i danni è quella dell'acquisto oculato. Se si sceglie il supermercato più conveniente della propria città, approfittando della concorrenza a colpi di sconti tra le varie catene della grande distribuzione, una famiglia media italiana può risparmiare fino a mille euro all'anno, anche comprando prodotti di marca. Sono le conclusioni di un'indagine effettuata dall'associazione indipendente di consumatori Altroconsumo, che ha visitato 536 supermercati, ipermercati e hard discount in 38 città italiane.
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