Cerca  Cerca
Ricerca parole o frasi all'interno del sito.
Ricerca avanzata


Sanita': Ote, Cresce Spesa e Si 'Svuotano' Le Tasche Italiani
Yahoo.it - 21 Aprile 2005
Roma, 21 apr. (Adnkronos Salute) - Cresce la spesa complessiva destinata alla sanità ma, mentre lo Stato impegna la stessa percentuale di risorse del 1991, la domanda aggiuntiva viene finanziata invece dai cittadini di tasca propria, per una cifra che ha toccato circa 24 mld di euro nel 2004. Dati che emergono da una ricerca condotta dall'Osservatorio della Terza età (Ote) sull'andamento del comparto negli ultimi quattordici anni. Il gruppo di studio dell'Ote e' partito dal 1990, quando la spesa sanitaria media Ue era pari al 7,4% del prodotto interno lordo, con punte minime nel Regno Unito (6%) e massime in Francia (8,6%), mentre il nostro paese si attestava in una posizione intermedia del 7,4%. Lo sviluppo tecnologico - riferisce una nota dell'Osservatorio - e il progressivo invecchiamento della popolazione hanno provocato, nel tempo, l'aumento della spesa totale: in forma accentuata in Germania, Grecia, Regno Unito e Belgio e in maniera piuttosto contenuta nei paesi scandinavi e in Italia. Ma, mentre nelle nazioni del Nord, cio' si giustifica in considerazione dei più alti livelli di partenza delle spese per le prestazioni sanitarie, in Italia dipende essenzialmente dal contenimento dei costi per ridurre il deficit pubblico. Per notare la differenza tra la spesa a carico dello Stato e quanto pagano i cittadini, bisogna tenere presente - sostiene l'Ote - che l'incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil e' cresciuta in quasi tutti gli Stati europei, in particolare, in Germania (8,6%), Svezia (7,9%) Francia (7,4%), mentre in Italia, il rapporto rispetto al prodotto interno lordo non ha evidenziato alcuna variazione sostanziale: era pari al 6,4% nel 1991, ha toccato un valore minimo del 5,2% nel 1995 ed e' risalita, tornando al 6,4% dell'anno scorso. Le rilevazioni dell'Osservatorio relative alla componente privata indicano, invece, che le spese delle famiglie per la salute, sempre in rapporto al Pil, sono passate dall'1,3% del 1991 all'1,8% nel 2004 ( 8,2% il dato totale sul Pil). Così, mentre la popolazione anziana cresce trascinando in alto la domanda di sanità, lo Stato, non aumentando le risorse a disposizione del settore, ha costretto i cittadini ad aumentare la spesa privata, che nel 1991 era pari al 17,5% della spesa complessiva (60,9 mld), mentre nel 2004 ha superato il 22,5% dei 107 mld spesi in totale in Italia per la salute. Secondo l'indagine dell'Ote, 15 anni fa ogni famiglia spendeva in media 690 euro l'anno. Nel 2004 l'esborso medio è stato di 1.102 euro (+50%). E ancora, mentre nel 1991 lo Stato spendeva 47,3 mld di euro per assicurare la salute ai suoi cittadini, l'anno scorso il Ssn ha sborsato 86 mld di euro, praticamente il doppio in valore assoluto. Gli italiani hanno, quindi, dovuto mettere mano al portafogli per una cifra superiore ai 24 mld di euro, cioè due volte mezzo rispetto agli inizi degli anni '90. L'effetto di tale fenomeno, soprattutto per i nuclei anziani, porta il segretario generale dell'Osservatorio della Terza Età, Roberto Messina, a chiedere immediati 'correttivi'. ''L'aumento della spesa per la salute a carico delle famiglie sostiene Messina - è decisamente superiore a quello della spesa a carico del Ssn. Secondo le nostre stime, poi, nel 2004, marito e moglie pensionati, hanno speso circa 1.480 euro per servizi sanitari e prodotti farmaceutici, cioè il 34% in più di una famiglia media. Da tempo - rimarca Messina - andiamo affermando che la revisione dei prontuari farmaceutici ha creato dei buchi nelle prestazioni, costringendo a pagare in proprio. In più conclude il segretario generale dell'Ote il mancato abbattimento delle liste d'attesa ha costretto e costringe i pazienti a curarsi in proprio. (Red/Adnkronos Salute)



SANITA':OTE; CRESCE SPESA FAMIGLIE, PAGANO 24 MLD L'ANNO
Yahoo.it - 21 Aprile 2005
(ANSA) - ROMA, 21 APR - Gli italiani chiedono piu' cure; cresce la spesa complessiva destinata alla sanita', ma mentre lo Stato impegna la stessa percentuale di risorse del 1991, la domanda aggiuntiva la finanziano, invece, i contribuenti di tasca propria, tirando fuori la ragguardevole cifra di 24 mld di euro. Il risultato, secondo una indagine dell'Osservatorio per la Terza eta' (Ote), e' che alla parsimonia del Servizio sanitario nazionale fa da contraltare il salasso per le famiglie, e soprattutto per i maggiori acquirenti di cure: gli anziani. ''L'aumento della spesa per la salute a carico delle famiglie spiega Roberto Messina, Segretario Generale dell'Osservatorio della Terza Eta' - e' risultato decisamente superiore a quello della spesa a carico del Servizio sanitario nazionale. Secondo le nostre stime, poi, nel 2004, marito e moglie pensionati, hanno speso circa 1.480 euro per servizi sanitari e prodotti farmaceutici, cioe' il 34% in piu' di una famiglia media. Una cosa del genere non credo possa essere condivisibile''.
Per capire cosa e' successo in questo periodo basta considerare il valore assoluto della spesa dal 1991 al 2004: raddoppiata nel caso del pubblico, mentre quella privata, cioe' pagata dai cittadini, si e' moltiplicata per due volte e mezzo. Il gruppo di studio dell'OTE e' partito dal 1990, quando la spesa sanitaria media Ue era pari al 7,4% del Prodotto interno lordo, con punte minime nel Regno Unito (6%) e massime in Francia (8,6%), mentre il nostro paese si attestava in una posizione intermedia del 7,4%. Per notare la divaricazione tra quanto fa carico allo stato e quello che pagano i cittadini, bisogna disaggregare i valori, tenendo presente che l'incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil e' cresciuta in quasi tutti gli Stati europei. In particolare, in Germania (8,6%), Svezia (7,9%) Francia (7,4%), mentre in Italia, il rapporto rispetto al prodotto interno lordo non ha evidenziato alcuna variazione sostanziale: era pari al 6,4% nel 1991, ha toccato un valore minimo del 5,2% nel 1995 ed e' risalita man mano soprattutto negli ultimi anni, tornando al 6,4% dell'anno scorso. Le rilevazioni dell'Osservatorio relative invece, hanno verificato che le spese delle famiglie per la salute, sempre in rapporto al Pil, sono passate dall'1,3% del 1991 all'1,8% nel 2004 ( 8,2% il dato totale sul Pil).
Una dinamica che non accenna ad arrestarsi perche' le famiglie, sostiene l'Osservatorio, soprattutto con anziani, ''sono state costrette ad acquistare direttamente prodotti medicinali e farmaceutici, a causa dei vuoti assistenziali creati dalle revisioni al prontuario da parte dell'Agenzia del farmaco (Aifa)''. Nel 1991 la spesa dei cittadini era pari al 17,5% della spesa complessiva (60,9 mld), mentre nel 2004 ha superato il 22,5% dei 107 mld spesi in totale in Italia per la salute. Quindici anni fa, in base alle valutazioni a prezzi costanti, ogni famiglia spendeva in media 690 euro; l'anno scorso l'esborso medio si e' attestato a 1.102 euro (+50%). E ancora: nel 1991 lo Stato spendeva 47,3 mld di euro per assicurare la salute ai suoi cittadini, mentre quest'ultimi compravano circa 9,8 mld di cure; l'anno scorso il Ssn ha sborsato 86 mld di euro, praticamente il doppio in valore assoluto; gli italiani hanno dovuto mettere mano al portafogli per una cifra che supera i 24 mld di euro, cioe' due volte mezzo rispetto agli inizi degli anni '90. (ANSA).



SANITA':OTE,FAMIGLIA PENSIONATI SPENDE +34% RISPETTO A MEDIA
Yahoo.it - 29 Aprile 2005
(ANSA) - ROMA, 29 APR - La sanita' costa troppo agli anziani: in una famiglia con pensionati le spese con questa voce sono superiori del 34% rispetto alla media. ''Quello che diciamo da tempo osserva il Segretario generale dell'Osservatorio della terza eta', Roberto Messina viene supportato anche da altre qualificate organizzazioni, come il tribunale per i diritti del malato, che ribadisce quanto detto dall'Ote alcuni giorni fa''. Uno studio dell'Osservatorio ha, infatti, riscontrato che negli ultimi 14 anni la spesa sanitaria statale rispetto al pil e' rimasta uguale, mentre l'aumento della domanda di cure si e' abbattuta sulle tasche dei cittadini. Nel 1991 lo stato spendeva il 6,4% della Pil (47,3 mld di euro), mentre la spesa complessiva era pari al 7,7%; e lo stesso ha fatto nel 2004 (86 mld di euro). Di contro, invece, le famiglie che nel '91 spendevano l'1,3% del Pil (9,9 mld di euro) l'anno scorso sono salite all 1,8% (24 mld di euro), su un totale di spesa dell' 8,2%. Quindici anni fa, in base alle valutazioni a prezzi costanti, ogni famiglia spendeva in media 690 euro; l'anno scorso l'esborso medio si e' attestato a 1.102 euro (+50%). Un salasso, osserva l'Ote, che ha pesato maggiormente sulle famiglie dei pensionati, che nel 2004 hanno dovuto pagare di tasca propria circa 1.480 euro per servizi sanitari e prodotti farmaceutici, cioe' il 34% in piu' di una famiglia media. ''Siamo d'accordo sui carrelli computerizzati in corsia e ai braccialetti di riconoscimento, siamo d'accordo sulla tempistica che lo Stato ha dato alle regioni per abbattere i tempi di attesa degli esami: siamo d'accordo su tutto, purche' si faccia qualcosa'', chiosa ancora Messina. Il Segretario generale dell'Ote, infine, si rivolge direttamente al neo ministro della Salute, Francesco Storace per chiedere subito provvedimenti: ''siamo disponibili a confrontarci su tutte queste tematiche e a dare i nostri modesti suggerimenti, ma cosi' non si puo' andare avanti. Bisogna tutelare chi paga le conseguenze di tutto questo, cioe' le fasce piu' deboli della societa', tra cui gli anziani, che non hanno disponibilita' finanziarie per scegliere sul mercato''. (ANSA).
print