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SANITA':TARIFFE OSPEDALIERE;ESPERTI,URGONO INTERVENTI AD HOC
Yahoo.it - 03 Maggio 2005
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - Il problema della forbice tra le tariffe ospedaliere nelle diverse regioni italiane con enormi disparita' dei costi, denunciato nel rapporto dell'Osservatorio della terza eta' (Ote), e' reale e necessita di soluzioni ad hoc e interventi straordinari. Una questione complessa, ha sottolineato il sottosegretario alla salute Cesare Cursi, che e' gia' all'attenzione della Conferenza Stato-regioni. ''Il rischio dell'esistenza di 21 sanita' regionali - ha commentato Cursi - e' concreto ed e' dunque piu' che mai necessario garantire tariffe e servizi uniformi sul territorio; i livelli essenziali di assistenza Lea devono cioe' essere uniformati nelle varie regioni. A tale proposito - ha aggiunto - la Conferenza Stato-Regioni si e' impegnata a lavorare in questa direzione''. Pieno rispetto pero', ha tenuto a precisare Cursi, per l'autonomia regionale: ''Le regioni hanno modelli organizzativi diversi che vanno rispettati - ha detto - ma questo non puo' diventare il pretesto per l'esistenza di differenze macroscopiche tra le prestazioni e il loro costo sul territorio''. Anche per il responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, Stefano Inglese, si tratta di un problema concreto ''collegato alla ripartizione del Fondo sanitario nazionale''. Il punto, ha affermato, e' che ''la distribuzione delle risorse andrebbe riequilibrata, soprattutto in direzione del Mezzogiorno''. La richiesta al nuovo ministro della Salute dunque, ha aggiunto, e' di ''non fare del Fsn l'unica modalita' per l'afflusso delle risorse alle regioni: e' infatti necessario trovare risorse aggiuntive e servono interventi straordinari; solo in questo modo - ha concluso Inglese - si potra' colmare il gap tra le regioni''. Per il senatore della Lega Nord Cesare Ercole, inoltre, ''il sistema usato oggi per i rimborsi delle prestazioni ospedaliere, i cosiddetti Drg, e' indubbiamente obsoleto, vecchio di almeno dieci anni e va sicuramente riformato''. Il sistema dei Drg, ha aggiunto, ''fa acqua da tutte le parti e non da oggi: Gli Usa, da dove noi abbiamo mutuato il sistema, lo hanno da tempo evoluto alle esigenze piu' moderne, mentre a noi e' mancato questo passaggio di rivisitazione''. Diversa la posizione espressa da Laura Pellegrini della Direzione Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali: ''Da una prima lettura del rapporto Ote - ha rilevato - sembrerebbe che i calcoli siano stati effettuati assumendo a riferimento non le differenti tariffe adottate dalle Regioni per le diverse tipologie di strutture di ricovero, bensi' le tariffe massime di ogni Drg moltiplicate per il numero complessivo di ricoveri. E' invece noto - ha concluso - che in quasi tutte le Regioni le tariffe massime riguardano solamente le strutture di piu' elevata qualificazione e, in alcuni casi, vengono applicate solo ad una o due strutture della Regione''. (ANSA).



Sanita': Ote, Tariffe Ospedaliere 'Pazze' Costano Al Ssn 5 Mld l'Anno
Yahoo.it - 03 Maggio 2005
Roma, 3 mag. (Adnkronos Salute) - La differenza dei rimborsi per i ricoveri ospedalieri, da regione a regione, costa al Sistema sanitario nazionale 5 miliardi di euro l'anno. Se in Emilia Romagna, infatti, un parto naturale 'vale' 697 euro, nella provincia autonoma di Trento il Ssn ne rimborsa quasi il triplo, 1.727 euro. E ancora, se un ricovero per diabete costa 3.108 euro in Friuli V. Giulia, il Veneto spende 1.766, la Sardegna 2.067. Insomma, la forbice tra minimo e massimo supera i 1.340 euro. 'Numeri' che emergono da uno studio del dipartimento economico dell'Osservatorio della terza etÓ, diretto da Andrea Monorchio, che mette in risalto un'anomalia che provoca uno sperpero di risorse. Nella sua rilevazione l'Ote ha preso in esame, rispetto alle centinaia di Drg (rimborsi per le prestazioni ospedaliere), i primi 60, che rappresentano il 51% dei ricoveri in regime ordinario nelle quattro grandi circoscrizioni territoriali del Paese. Dall'analisi dei dati - riferisce l'Ote in una nota - risalta che i rimborsi per i Drg ordinari ammontano complessivamente a poco pi¨ di 22,5 miliardi di euro, pari a circa un terzo delle spese a carico del Ssn per le prestazioni ospedaliere; di questi quasi l'85% (19,1 mld) spetta agli ospedali pubblici. Incidenza che nel Mezzogiorno si riduce di circa il 5%. In proporzione, poi, al numero dei dimessi, sarebbero, secondo l'indagine dell'Osservatorio, gli ospedali delle regioni centrali ad assorbire il maggior volume delle risorse: un ricovero ordinario costa circa 2.557 euro contro i 2.380 della media nazionale (+7,4%). L'indagine punta l'indice sull'uso 'improprio' dei Drg. Basti pensare, ad esempio, al massiccio ricorso ai parti cesarei nelle regioni meridionali, per i quali Ŕ previsto un rimborso di quasi 1.000 euro in piu' rispetto ai parti naturali. Altre differenze tariffarie a livello territoriale si riscontrano per le psicosi (nelle regioni del Nord-Est Ŕ contemplato un rimborso di quasi 600 euro superiore alla media nazionale) e per i parti naturali (nelle regioni del Nord-Est Ŕ previsto un rimborso di appena 977 euro, contro i 1.386 della media nazionale). Secondo l'Ote, insomma, ''si Ŕ in presenza di una sorte di 'frode' che lo Stato mette in atto a suo danno e che potrebbe essere eliminata applicando in tutta Italia i rimborsi pi¨ bassi o le tariffe medie ponderate (somma dei Drg regionali moltiplicato per il numero di nati nella regione, diviso il numero totale dei nati nell'area) per ogni tipologia di ricovero''. Lo studio dimostra, infatti, che se si utilizzassero, per i principali 60 Drg, le tariffe medie ponderate si otterrebbe un risparmio complessivo di 1.250 milioni di euro circa. Se si decidesse, invece, di applicare il 'prezzo' pi¨ basso pagato dalle Regioni, le cure negli ospedali italiani costerebbero circa 5 mld di euro in meno. Pur volendo tenere conto delle diverse esigenze legate ai poli di ricerca e alle differenze territoriali - sottolinea il segretario generale dell'Osservatorio della terza etÓ, Roberto Messina - Ŕ evidente che la spesa pu˛ essere razionalizzata, consentendo allo Stato di reperire risorse utili per finanziare tanti altri servizi. Ci auguriamo che il neoministro della Salute intacchi questo sistema di sperpero inserendo le tariffe di riferimento per ogni Drg. (Red/Adnkronos Salute)



Ote,tariffe ospedali troppo diverse
Yahoo.it - 03 Maggio 2005
(ANSA) - ROMA, 3 MAG - Uniformando i listini delle prestazioni ospedaliere rimborsate dal Ssn si risparmierebbero fino 5 miliardi l'anno. Lo dice il Dipartimento economico dell'Osservatorio della terza eta' (Ote), che con un'indagine evidenzia le disparita' di costo delle prestazioni mediche ospedaliere. Partorire con parto naturale in Emilia Romagna costa alla collettivita' 697 euro, nella provincia autonoma di Trento il Ssn spende quasi il triplo, 1.727 euro.
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